Oggi si celebra un compleanno davvero speciale. La Bauhaus, scuola fondata da Martin Gropius nel 1919 a Weimar, spegne le cento candeline e anche Google la omaggia con uno dei suoi ormai caratteristici doodle.

Solo in Germania sono state organizzate oltre 600 manifestazioni per celebrare la celeberrima scuola che ha cambiato i paradigmi di pensiero nell’arte e nella cultura del XX secolo. Ben 45 di esse sono previste nella sola Berlino, con il primo appuntamento tenuto lo scorso 16-24 gennaio con il festival presso la Berliner Akademie der Künste. Ma molti appuntamenti riguardano proprio Weimar, la città dove Gropius diede inizio alla Bauhaus con la prima sede prima di spostarsi a Dessau dal 1925 al 1933 per realizzare non più soltanto di progetti, ma anche di edifici di nuova concezione. La fine sarà poi a Berlino dal 1932 al 1933, quando la Bauhaus sarà chiusa dal partito nazionalsocialista, il 10 agosto.

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Il festival è qualcosa di vivo” ha raccontato la direttrice artistica della manifestazione berlinese, Bettina Wagner-Bergelt. Ad aprire la kermesse nella capitale tedesca è stato il presidente della Repubblica, Frank Walter Steinmeier. Concerti, installazioni, workshop, spettacoli di teatro e di danza, tutto questo è stato pensato per i nove giorni di festival, racconta la direttrice artistica: “È un festival monotematico ma al tempo stesso transmediale e interdisciplinare – spiega in un’intervista -. Non è solo una mostra, ma può essere anche una mostra. Non è un simposio, ma ha anche contributi discorsivi. Un festival è prima di tutto un luogo e un’occasione di incontro”.

Bauhaus
Walter Gropius

Dunque non un anniversario ufficiale e classico come ci si potrebbe aspettare. “Per me è importante che nel festival si respiri l’anima della Bauhaus” prosegue Wagner-Bergelt. In tutto verranno rappresentate 25 produzioni: dall’installazione in virtual realityDas Totale Tanz Theater” allo spettacolo “Triadischen Ballet” e “Immagine di una esposizione“, rielaborazioni sul teatro di Samuel Beckett. Oltre 100 artisti internazionali saranno coinvolti nel festival. Tra loro Robert Wilson, Richard Siegal, Michael Wollny, Sandra Hüller, Trajal Harrell, Mykki Blanco, Cesc Gelabert.

Il nome Bauhaus deriva dalla parola medievale Bauhütte, indicante la loggia dei muratori, presa come simbolo di una filosofia che va a unire artigianato, arte “fine” e tecnologia moderna. A Dessau non si imparavano quindi soltanto pittura murale e lavorazione di ceramica o vetro, ma anche tessitura, lavorazione del metallo, carpenteria, grafica e tipografia modificando, così, anche gli oggetti del quotidiano. Tutto ciò è ricordato anche dal video che accompagna il Google Doodle di oggi.


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