Le incredibili circostanze della storia dell’arte hanno rivelato negli ultimi giorni un dettaglio incredibile che gli ammiratori della Sagrada Familia di Barcellona non avrebbero mai sospettato.

Il Comune di Barcellona (Spagna) infatti la scorsa settimana ha concesso una licenza di sette anni per i lavori di costruzione della celeberrima cattedrale, simbolo della città. Fin qui tutto ok: la Sagrada Familia, nonostante sia stata consacrata nel 2010, non è ancora conclusa e necessita di ulteriori lavori. Il fatto davvero inatteso è scoprire come, sin dalla data di inizio dei lavori nel 1882, il capolavoro architettonico di Antoni Gaudì sia stato abusivo.

Sagrada Familia

L’architetto catalano infatti chiese nel 1885 – già in ritardo, quindi – il permesso di costruire sul sito dove sorge la struttura, senza mai ottenerlo. Sembra incredibile, ma il Comune del capoluogo catalano ha risposto a più di un secolo di distanza, peraltro battendo cassa: i costruttori, per questo accordo che scadrà nel 2026, verseranno 4,6 milioni di euro. Si tratta della cifra più alta mai stabilita per il permesso di costruire nella storia di Barcellona, come nota Janet Sanz, assessora all’Ecologia, all’Urbanistica e alla Mobilità. Ma non solo: oltre a quello per la Sagrada Familia, sono stati concessi i permessi per altre 130 opere ufficialmente irregolari.

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La domanda è lecita: perché oggi e non un secolo fa? La ragione è di ordine sia economico che politico: la fondazione che si occupa del progetto finora si è sempre rifiutata di pagare gli emolumenti necessari per i permessi di costruire. Ora, invece, ha fatto marcia indietro e verserà al Comune ben 36 milioni di euro. «Noi siamo un governo coraggioso che non permette privilegi», sottolinea Sanz in un tweet.

La cifra è importante ma non proibitiva per una struttura che ogni anno riceve pressapoco 4,5 milioni di visitatori, con il prezzo dei biglietti che varia dai 17 ai 38 euro. Nel suo accordo con il Comune, la fondazione della chiesa ha promesso di non aumentare l’affluenza e di garantire l’accesso diretto alla struttura dalla stazione metro locale, riducendo così il traffico nei dintorni. Gaudì, che è morto il 10 giugno 1926 in modo accidentale – travolto da un carro – immaginò per la sua Sagrada Familia 12 torri, ognuna per ogni apostolo di Gesù. Il progetto non è stato rispettato, ma proprio nel 2026, quando cadrà il centenario della morte di Gaudì, si spera di poter ultimare le torri centrali. Queste renderebbero la Sagrada Familia l’edificio religioso più altro d’Europa, superando i 172 metri.


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