Dopo dieci anni di lavori, si conclude il restauro della tomba di Tutankhamon, il giovanissimo faraone che simboleggia in sé buona parte del fascino della storia dell’antico Egitto.

Il restauro della Tomba di Tutankhamon è stato realizzato dal Getty Conservation Institute in collaborazione con il Ministero egiziano delle Antichità e ha riguardato la stabilizzazione dei murali che decorano la tomba. Sono stati introdotti nuove barriere e sistemi di ventilazione volti a conservare un patrimonio antico di tre millenni. Il risultato dei lavori è stato presentato oggi sottolineando che si è puntato a ridurre l’impatto di graffi, polvere e muffa.

Ti potrebbe interessare anche: “E luce fu”: la basilica di San Pietro ora risplende grazie ai Led

Scoperta nel 1922, la Tomba di Tutankhamon rappresenta un tesoro inestimabile. In essa sono state trovate casse contenenti gioielli, troni e una bara d’oro massiccio, così come la celeberrima maschera funeraria. I turisti hanno cominciato a visitarla a Luxor già negli anni Trenta. Questa esposizione, cresciuta negli anni, ha comportato conseguenze negative per lo stato di conservazione dei dipinti murali. Ma solo nel 2009 il Governo egiziano ha deciso di rivolgersi al Getty Conservation Institute per un aiuto.

Tutankhamon – 1341 a.C. – 1323 a.C. circa -, divenne faraone quando era ancora un bambino e in una delle fasi più difficili della storia egizia. Il Paese era infatti ancora alle prese con le conseguenze del regno di Akhenaton, il controverso faraone che destabilizzò la politica e l’economia nazionali con idee religiose ancora oggi ritenute rivoluzionarie. Morì a soli diciotto anni e il suo regno non fu ricco di reali sussulti. Lo stato di conservazione della sua tomba gli ha però attirato l’attenzione degli egittologi, facendolo diventare una delle migliori dimostrazioni della ricchezza dell’antico Egitto.


LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here