Non è l’originale, ma quasi. Perché la “Vergine delle rocce” di Francesco Melzi equivale di fatto all’originale di Leonardo da Vinci. Non potendo ospitare questa – custodita al Louvre – Milano si “accontenterà” della sua gemella.

A partire dal 30 gennaio sarà infatti possibile vedere nella chiesa di San Michele sul Dosso la splendida copia della “Vergine delle rocce” di Francesco Melzi, allievo del celebre genio. È la prima volta che questa versione – chiamata anche “Vergine delle rocce del Borghetto” – è presentata al grande pubblico. Ciò si connette alle celebrazioni per il cinquecentesimo anniversario dalla nascita di Leonardo da Vinci.

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Il luogo deputato a ospitare l’opera non è causale: la chiesa di San Michele sul Dosso si trova proprio davanti alla basilica di Sant’Ambrogio e in simmetria con il luogo che ospitava la versione originale. Raffaella Ausenda, curatrice del catalogo edito da Skira, racconta: “La prima cosa che ha colpito quando una professoressa dei licei artistici delle Orsoline ha segnalato il dipinto era proprio la corrispondenza assoluta dell’altezza e della posizione delle figure con la prima versione: la grande differenza tra le altre due versioni e questa è che quelle di Parigi e di Londra sono pale centinate, mentre questa è una tela rettangolare“.

Vergine
Particolare dalla “Vergine” di Francesco Melzi

Alla fine degli anni Novanta analisi scientifiche hanno confermato la datazione del dipinto di Melzi, e si pensa che questo sia stato realizzato alla presenza della pala originale e forse addirittura sotto lo sguardo dello stesso artista. La sua ragion d’essere potrebbe consistere nella necessità di soddisfare la committenza, che pressava per nuove versioni della “Vergine delle rocce”. La copia d’autore a firma di Melzi resterà a disposizione dei visitatori per tutto l’arco del 2019.


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