Direttamente da Berlino assistiamo alla conferenza stampa di “La paranza dei bambini”. Oltre al cast ed al regista Claudio Giovannesi, al tavolo troviamo anche Roberto Saviano, co-sceneggiatore e autore del libro omonimo da cui il film è tratto.

“Il film”, ci dice Saviano “ha l’idea di voler raccontare il mondo attraverso Napoli. Queste paranze di baby gang si trovano in ogni parte del mondo e chi ne fa parte è destinato ad un futuro certo: la morte. A Napoli, nello specifico, molti ragazzi non vanno a scuola e vedono in questi gruppi l’unico modo per ottenere un futuro e la felicità. Sono figli di un’illusione, quella dell’apparenza data da vestiti e scarpe firmate. Il rovescio della medaglia di un luogo dove pur avendo un alto tasso di scolarizzazione, ci sono giovani che scelgono una via tanto più semplice quanto più sbagliata”.

Saviano
Roberto Saviano (al centro) con lo sceneggiatore Maurizio Braucci (a sinistra) e il regista Claudio Giovannesi

Il regista Claudio Giovannesi ci spiega che “la scelta di ambientare il film in determinati quartieri è stata funzionale a rendere Napoli come una città iconica, dove non si presenta soggetta alla modernità ma mantiene ancora un’identità popolare. Abbiamo mostrato le differenze di questa tipologia identitaria”.

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Una domanda posta da molti giornalisti presenti in sala da ogni parte del mondo è stata quella circa un’eventuale soluzione a questo problema. La domanda in particolare è stata rivolta al giovanissimo cast, composto da Francesco di Napoli, Viviana Aprea e Ar Tem. Attori adolescenti o poco più. La risposta è stata corale ed unanime: avere un sogno, un motivo per non cadere nel tranello del finto benessere. Lavorare duro e perseguire l’obiettivo è l’unico modo che si ha per rimanere lontano dalla criminalità organizzata.

Berlinale 2019, arriva "La paranza dei bambini". Saviano: "Scorta? Non ho paura di Salvini"
Scena dal film

Non manca l’occasione per Saviano di continuare la sua querelle con Salvini circa la scorta. Sottolinea che disporne non è un privilegio ma una necessità, e tira in ballo il recente caso che ha visto il giornalista Sandro Ruotolo rischiare di trovarsi senza protezione da chi lo ha già minacciato più volte in passato. “Quelle di Salvini sono solamente minacce, l’Italia sta vivendo un momento molto pericoloso, quello che è accaduto al mio collega Sandro Ruotolo è molto grave. La scorta non è un privilegio, è un dramma che vede coinvolti decine di giornalisti in Italia. Alcuni sono stati uccisi a Malta…questo non è un periodo sicuro per chi racconta le storie d’Europa”, così Saviano.

Lo scrittore infine garantisce: “Io non mi faccio intimidire da queste minacce che il Ministro continua a fare. Vorrei però porre l’attenzione sul suo continuo indossare la divisa, una vera aggressione alla democrazia. Ma ne parlerò più avanti, quando ne avrò modo”.


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