Nessuno è profeta in patria, recita il famoso detto. Ciò vale anche per “The Third Wife”, film premiato dalla critica in Occidente ma nelle ultime ore pesantemente osteggiato nel suo paese di produzione, il Vietnam.

La Ba Sac Cau Vong, casa produttrice di “The Third Wife” (trad. “La terza moglie”), ieri ha infatti deciso di rimuovere il film dai cinema locali dopo aver ricevuto l’apposito nulla osta dal ministero della Cultura, dello Sport e del Turismo. Il provvedimento si sarebbe reso necessario a seguito di vivaci proteste della famiglia della giovanissima protagonista, l’attrice Nguyen Phuong Tra My.

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Il film, diretto da Ash Mayfair, racconta la storia – a quanto pare, ispirata a fatti realmente accaduti nella famiglia del regista stesso – di una giovanissima donna costretta a un matrimonio combinato con un uomo molto più grande di lei. Ne diventa così la terza moglie, nel contesto del Vietnam del XIX secolo. L’imbarazzo della famiglia consiste nel coinvolgimento di Tra My in scene intime, avendo lei appena 13 anni al momento delle riprese.

I produttori hanno sottolineato che durante la lavorazione del film non sarebbe stata violata nessuna legge. A firmare il contratto dell’attrice – essendo minorenne – è stata la madre in sua vece e la troupe avrebbe fatto “tutto il possibile” per preservare la ragazza da situazioni imbarazzanti. Le scene incriminate sarebbero state girate sotto la supervisione della stessa madre e con un set composto di sole donne anche dietro la macchina da presa. Ma tutto questo, a quanto pare, non sarebbe bastato. Il ministero ha intanto chiesto che una ri-classificazione del film, perché sia vietato ai minori di 18 anni.

“The Third Wife” ha vinto diversi riconoscimenti in festival come quello di Toronto (Canada) e San Sebastian (Spagna). È arrivato nelle sale statunitensi lo scorso 15 maggio e sarà distribuito in almeno altri 27 paesi. Non è la prima volta che il Vietnam, retto da un Partito comunista, censura opere considerate troppo spinte o violente: fra i casi più recenti, si ricordano “Sex and the City” (2008) e “The Hunger Games” (2012).


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