È stata il Big Bang del movimento #MeToo e l’epicentro di uno dei più grandi scandali della storia del cinema. Ora la vicenda di Harvey Weinstein potrebbe essere giunta a una parziale conclusione.

L’ormai famigerato produttore cinematografico ha raggiunto con il procuratore generale di New York un accordo per un patteggiamento da ben 44 milioni di dollari in merito alle accuse di molestia sessuale rivoltegli da diverse donne. Lo rivela il Wall Street Journal, secondo cui la decisione coinvolgerebbe anche gli ex membri del consiglio di Weinstein & Co.

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Infatti, di questi 44 milioni, circa 30 andrebbero a una serie di querelanti e non solo alle vittime dei presunti comportamenti scorretti di Harvey Weinstein. In mezzo ci sarebbero anche creditori ed ex dipendenti. Il resto del denaro dovrebbe risarcire le spese legali di tutta questa serie di soggetti. Lo stesso Wall Street Journal precisa che l’accordo sarebbe “in dirittura d’arrivo” ma “non definitivo”: un legale della difesa di Weinstein avrebbe dichiarato alla Corte fallimentare degli Usa di Wilmington, che “per la prima volta, a partire da ieri, abbiamo un accordo economico in linea di principio sostenuto dai querelanti, il nuovo ufficio del Procuratore Generale di New York, gli imputati e tutti gli assicuratori”.

Weinstein
Uma Thurman e Harvey Weinstein

Resta ora da capire se la medesima strategia del patteggiamento verrà ripresa anche nell’ambito del processo penale che vedrà Weinstein imputato da settembre. Il produttore dovrà rispondere di cinque capi d’accusa, fra cui quella, pesantissima, di stupro. Quest’ultima viene dalla denuncia di un’ex modella e attrice italiana – rimasta anonima. Weinstein è nell’occhio del ciclone dall’ottobre 2017, quando fioccarono sui media le prime accuse nei suoi confronti. Il suo nome è diventato improvvisamente popolare, pur essendo uno dei maggiori produttori di Hollywood, dopo che dive come Salma Hayek, Gwyneth Paltrow, Angelina Jolie e Uma Thurman hanno raccontato di molestie e minacce subite da lui.


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