La Camera approva la riforma della legittima difesa e lo fa con il voto compatto del centrodestra. A non essere compatta è invece la maggioranza di governo che, tra le proprie fila, conta 54 deputati del Movimento 5 stelle in meno.

La riforma di matrice leghista sulla legittima difesa incontra il consenso di tutto il centrodestra, che vota compatto le modifiche al codice penale, civile e al codice di procedura penale e che eliminano il criterio di proporzionalità nella legittima difesa domiciliare.

“Finalmente una legge attesa da tanti cittadini e da tanto tempo – dichiara il deputato di Forza Italia Claudio Pedrazzini – finalmente una cosa di centrodestra in una legislatura costellata da scelte sbagliate. Quando al voto finale dai nostri banchi è partito un applauso – prosegue -, si è visto con chiarezza chi è dalla parte della difesa dei diritti dei cittadini e chi no: i parlamentari del M5s sono rimasti seduti, fermi, imbarazzati dall’aver dovuto votare questa norma solo per restare al governo”.

legittima difesa

In effetti il ragionamento del deputato Pedrazzini, un nome sconosciuto persino ai vertici di Montecitorio, non fa una grinza. E ciò non dovrebbe evidenziarsi come elemento negativo, bensì com epunto cardine di un Movimento che, almeno a parole, è sempre stato più di sinistra che di destra e che è riuscito a vincere le elezioni grazie agli elettori delusi dal Pd.

Durante la votazione si sono registrate diverse assenze tra le fila del Movimento 5 stelle. Su 219 deputati appartenenti al gruppo, si legge dai tabulati della votazione finale, erano presenti in 165. Non tutte le 54 assenze sono legate a motivi di opportunità politica. Tra gli assenti, infatti, risultano “in missione” ministri come Luigi Di Maio, Riccardo Fraccaro, Alfonso Bonafede, Giulia Grillo, e altri esponenti di governo come Stefano Buffagni, Laura Castelli, Vincenzo Spadafora, Davide Crippa, Carlo Sibilia, Alessio Villarosa, Manlio Di Stefano ed Emanuela Claudia Del Re.

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Tra i presenti in aula, invece, sono 25 quelli che non hanno partecipato al voto. Forse hanno seguito il consiglio dell’ex pentastellato Matteo Dall’Osso che, prendendo la parola un attimo prima del voto finale, ha detto: “Io non sono cambiato, io sono libero. Invito i miei ex colleghi a fare come me: abbandonare l’aula”.

E forse, è legittimo chiedersi se il deputato e vicepresidente della Camera, Matteo Rosato (Pd), non abbia ragione quando dice: “In Parlamento c’è una nuova maggioranza. E la guida Salvini”.

“Settimana scorsa Forza Italia e Fratelli d’Italia – scrive su Facebook Rosato a margine della votazione – hanno deciso la non adesione al Global compact, il trattato internazionale sulla gestione dei migranti, nel silenzio della maggioranza. Oggi assieme alla Lega votano la riforma sulla legittima difesa. Una legge che non crea più sicurezza e rischia di ingannare i cittadini con un principio di impunibilità che non potrà essere realmente applicato. Anche stavolta i 5stelle annuiscono in silenzio e assistono alla ricomposizione della destra”.


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