Bryan Cranston è un attore e, in quanto tale, interpreta personaggi anche molto distanti dai suoi carattere e personalità. Possiamo dire anche che è piuttosto bravo: la sua prova nei panni di Walter White, l’ormai mitico protagonista della serie Tv “Breaking Bad” (2008-13), gli è valso quattro Emmy e un Golden Globe.

Adesso, anziché un professore di chimica che si dà alla produzione di droga, dovrebbe calarsi in un ruolo apparentemente più innocuo: quello di un milionario tetraplegico che rinasce dalla depressione grazie all’amicizia con un badante. È il protagonista di “The Upside”, pellicola diretta da Neil Burger e che arriva nelle sale statunitensi solo oggi. Avrebbe dovuto farlo il 9 marzo 2018, essendo stato girato nel 2017. Ma lo scandalo sessuale relativo al suo produttore, Harvey Weinstein, ha causato il rinvio. Si tratta del remake di “Quasi amici” (Intouchables, 2011), la commedia di Olivier Nakache divenuta il maggior successo di tutti i tempi per il cinema francese.

Ebbene, il film – favola moderna sul valore dell’amicizia, anche tra diversi – è al centro di una polemica negli Usa non per i contenuti, bensì per la scelta degli attori. Anzi, di un attore in particolare: proprio Cranston, “colpevole” di interpretare un disabile pur non essendolo. Un casting poco apprezzato da parte del pubblico, ma anche da attori disabili come Dominick Evans, da anni in prima linea anche per quanto riguarda la rappresentazione della comunità LGBT.

D’altro canto, Bryan Cranston in un’intervista alla Associated Press ha smentito qualsivoglia intento offensivo nella sua scelta professionale. “Viviamo in un mondo di critiche, qualsiasi cosa facciamo. Sono molto sensibile al tema della disabilità. Penso che la questione sia degenerata“, così l’attore, che precisa: “Agli attori è sempre chiesto di impersonare altre persone. Io sono anziano, in salute, fortunato. Significa che non posso interpretare una persona benestante o un omosessuale? Dove si pongono le restrizioni e le linee guida?

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Ad affiancare Bryan Cranston nel cast ci sarà peraltro l’attore comico Kevin Hart, reduce da un’altra, brutta polemica: inizialmente scelto per condurre la prossima serata degli Oscar, ha dovuto rinunciare per le critiche a un Tweet giudicato omofobico.


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