Per salvarti la faccia evita di postare foto da idiota con il tuo “pacco”… ricordati che il regalo più grande te lo sei fatto portandoti sulla tua coscienza sei morti“: così Donatella Magagnini, madre di Daniele Pongetti – tra le vittime della tragedia di Corinaldo – conclude su Facebook il suo post contro Sfera Ebbasta.

La durezza del messaggio si deve alla scarsa sensibilità dimostrata – a detta della signora – dal trapper lombardo verso quanto accaduto durante il suo concerto: “Si è fatto vivo solo dopo molti giorni. Per salvarsi la faccia si è tatuato le stelline e ancora dopo mi ha fatto pervenire una sua lettera privata scritta e firmata in stampatello dove diceva che lui era molto provato e pronto a mettersi a disposizione per qualsiasi cosa“. E poi: “Sui social naturalmente terminava ricordando le date dei suoi concerti così come se niente fosse accaduto“.

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Lo sfogo è poi rivolto, oltre che al cantante, al suo entourage: “Ce l’ho a morte con i tuoi collaboratori, i tuoi manager, la tua casa discografica… Penso che sia il loro lavoro preoccuparsi di organizzare al meglio i tuoi concerti o djset… Verificare i locali dove devi cantare. Eh sì, perché la tua fama è mondiale e non puoi cantare in ex-magazzini. Tu e i tuoi collaboratori imparate a non giocare con i sogni dei ragazzini, che pur avendo pagato sono stati presi in giro e sono morti nell’attesa che tu arrivassi”.

Avvenuto lo scorso 19 dicembre presso la discoteca “Lanterna Azzurra Clubbing” di Corinaldo (An), l’incidente ha causato la morte di sei persone. Nella fattispecie, una madre e cinque minori. Al di là della causa contingente – il panico dopo lo spruzzo di spray al peperoncino da parte di uno dei presenti -, decisiva è stata l’inadeguatezza della struttura ad ospitare un evento di quelle proporzioni.


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