Dopo le polemiche dei giorni scorsi, il vicepremier Matteo Salvini ha assicurato che quanto avvenuto a Casal Bruciato (Roma) intorno all’assegnazione di una casa a una famiglia di nomadi non sarà senza conseguenze.

Il deferimento all’autorità giudiziaria per resistenza a pubblico ufficiale e altri reati di 17 persone “mi è stato appena comunicato dal comandante dell’Arma” in relazione alla vicenda di Casal Bruciato (Roma), con le proteste per la concessione di una casa ad una famiglia di nomadi.

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Le forze dell’ordine, ha aggiunto, “operano per garantire i diritti delle persone minacciate e prevenire disordini. Nessun tipo di violenza fisica o verbale sarà mai tollerata“. Lo ha detto il ministro dell’Interno, Matteo Salvini, nel question time alla Camera. Anche se nello stesso pomeriggio il leader della Lega su Twitter ha espresso un messaggio di segno apparentemente contrario.

Lo scorso 9 maggio gli Omerovic, la famiglia bosniaca assegnataria di una casa popolare a Casal Bruciato, esprimevano l’intenzione di rinunciarvi e andare via. “Non diciamo niente, ma qui non possiamo vivere – spiegava Clinton, il figlio di 20 anni -. Andremo via. Stiamo solo decidendo come“. Papa Francesco si era detto “rattristato” per la tensione creatasi a Casal Bruciato.


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