Dopo il clamoroso annullamento del concorso per il reclutamento di 2.050 dirigenti scolastici da parte del Tar del Lazio, arriva un dietrofront ancora più inatteso. Il Consiglio di Stato accoglie il ricorso del Miur e fa tirare un sospiro di sollievo ai candidati già promossi dalla prova scritta.

Il concorso deve andare avanti. È in sintesi il giudizio espresso dalla VI Sezione del Consiglio di Stato accogliendo, con due ordinanze gemelle, l’appello cautelare del Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca (Miur). È così sospesa, in attesa del merito, la sentenza con la quale il Tribunale amministrativo regionale del Lazio lo scorso 2 luglio aveva annullato il concorso per l’assunzione di 2.050 dirigenti scolastici. La sentenza era motivata dall’accoglimento del ricorso di alcuni candidati contro l’incompatibilità di tre componenti delle sottocommissioni incaricate della valutazione delle prove scritte.

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Tra i tre commissari coinvolti nel ricorso c’è il sindaco di Alvignano (Caserta), Angelo Francesco Marcucci il quale, da regolamento ministeriale, ricoprendo una carica politica non avrebbe dovuto nemmeno prender parte. Gli altri due sono identificati in due docenti già coinvolti in attività di formazione per preparare i candidati alle prove. Il Tar del Lazio ha rilevato queste irregolarità, sebbene i ricorsi siano stati centinaia: sotto accusa sono state presunte anomalie, da prove non tutelate dall’anonimato al rinvio delle prove scritte per i candidati della Sardegna – motivato da questioni di maltempo.

Il Consiglio di Stato tuttavia non ha dubbi: “A prescindere dal merito delle questioni devolute in appello – si legge nell’ordinanza della VI Sezione – e da ogni valutazione sull’effettiva portata invalidante dei vizi dedotti (segnatamente dei vizi riscontrati dal primo giudice), deve ritenersi preminente l’interesse pubblico alla tempestiva conclusione della procedura concorsuale, anche tenuto conto della tempistica prevista per la procedura di immissione in ruolo dei candidati vincitori e per l’affidamento degli incarichi di dirigenza scolastica con decorrenza dal 1° settembre 2019». Nel frattempo il Miur potrà andare avanti con la prova orale e completare il reclutamento. L’udienza pubblica per la decisione definitiva è già fissata al 17 ottobre 2019.

«Bene la sospensiva del Consiglio di Stato. Procederemo ora senza indugio con la pubblicazione della graduatoria e le assunzioni», è il commento soddisfatto del ministro dell’Istruzione, Marco Bussetti. Il quale prosegue: «So quanto hanno studiato i vincitori. Ci sono passato: ho fatto anche io questo concorso anni fa. La scuola italiana non può aspettare, ha bisogno di nuovi dirigenti scolastici per guidare i nostri istituti e superare il fenomeno dannoso delle reggenze. Glieli daremo».


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