Arrivano le prime conseguenze sul piano legale ai disordini avvenuti nell’ultimo periodo a Roma, e legati da un comune denominatore: l’ostilità contro i rom.

La Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati 24 persone, appartenenti ai movimenti di estrema destra CasaPound e Forza Nuova, in relazione ai disordini scoppiati nella zona di Casal Bruciato, periferia Est della Capitale, per l’assegnazione di una casa popolare a una famiglia rom. Indagate altre 16 persone, tra antagonisti e appartenenti ai movimenti per la casa, per il reato di corteo non autorizzato svolto, sempre a Casal Bruciato, l’8 maggio.

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I reati contestati a vario titolo ai militanti di estrema destra sono istigazione all’odio razziale, violenza privata, minacce, adunata sediziosa, apologia di fascismo. Indagato anche l’uomo che gridò “ti stupro” nei confronti di una delle donne assegnatarie dell’alloggio. Per gli stessi reati sono indagati 41 militanti di CasaPound e Forza Nuova in relazione ai disordini avvenuti il 2 aprile scorso a Torre Maura, periferia Est della Capitale, dopo il trasferimento in una struttura di accoglienza di alcune famiglie rom.

rom

Ieri, alla notizia dei primi avvisi di indagine in merito ai disordini di Casal Bruciato, il vicepremier Matteo Salvini dichiarava: “Le forze dell’ordine operano per garantire i diritti delle persone minacciate e prevenire disordini. Nessun tipo di violenza fisica o verbale sarà mai tollerata“.


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