Una giornata storica per Taiwan, l’Asia e il mondo Lgbt. Nello Stato insulare situato davanti alla Cina si è dato effetto a una riforma attesissima da anni, e che ha dato gioia a centinaia di coppie di innamorati.

Oggi a Taipei, la capitale di Taiwan, si sono celebrati i primi matrimoni tra coppie gay. Il paese è il primo in Asia a compiere questo passo, chiesto a gran voce dagli attivisti da anni. La nuova legge, approvata la scorsa settimana dal parlamento locale, equipara le coppie gay a quelle eterosessuali, anche se rimangono alcune restrizioni sulle adozioni e sui matrimoni con stranieri. Ed è stato subito boom: Alle ore 10 locali (le 4 in Italia), si contavano, secondo gli attivisti, 166 matrimoni gay celebrati, di cui 50 tra uomini e 116 tra donne.

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La legalizzazione dei matrimoni gay a Taiwan era attesa dal 2017, quando il Tribunale costituzionale taiwanese aveva stabilito che le coppie dello stesso sesso dovessero avere il diritto di sposarsi legalmente. Allora fu dato tempo al governo fino al 24 maggio di quest’anno per adottare una norma apposita. Non sono mancati gli ostacoli, soprattutto dalla Chiesa e dai gruppi conservatori, oltre che dal risultato negativo di un referendum.

Taiwan

Taiwan è da anni il paese asiatico all’avanguardia sul tema dei diritti gay: il gay pride che si tiene ogni anno nella capitale è un appuntamento a cui partecipano omosessuali di altre nazioni. La legalizzazione dei matrimoni gay va in contrasto con le azioni di segno opposto attuate dal Brunei: qui è stata da poco introdotta la pena di morte per lapidazione per omosessualità e adulterio. Anche se il sultano tre settimane fa, su pressione dell’opinione pubblica mondiale, ha stabilito la sospensione del provvedimento.


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