Sale a oltre 100 miliardi il valore del falso Made in Italy agroalimentare nel mondo con un aumento record del 70% nel corso dell’ultimo decennio, per effetto della pirateria internazionale.

È quanto emerge dallo studio della Coldiretti sul Made in Italy, esposto in occasione della presentazione delle nuove norme sull’obbligo di indicare in etichetta l’origine di tutti gli alimenti. “A far esplodere il falso – ha sottolineato l’associazione – è stata paradossalmente la fame di Italia all’estero, con la proliferazione di imitazioni low cost, ma anche le guerre commerciali scaturite dalle tensioni politiche, come l’embargo russo, con un vero boom nella produzione locale del cibo Made in Italy taroccato. Dal salame Italia alla mozzarella Casa Italia, dall’insalata Buona Italia alla Robiola, ma anche la mortadella Milano, Parmesan o burrata, tutti rigorosamente realizzati nel Paese di Putin”.

Made in Italy
Parmigiano contraffatto

“A preoccupare – ha proseguito la Coldiretti – è anche la nuova stagione degli accordi commerciali bilaterali inaugurata con il Canada che per la prima volta nella storia l’Unione Europea legittima in un trattato internazionale la pirateria alimentare a danno dei prodotti Made in Italy più prestigiosi, accordando esplicitamente il via libera alle imitazioni che sfruttano i nomi delle tipicita’ nazionali, dall’Asiago alla Fontina dal Gorgonzola ai Prosciutti di Parma e San Daniele, ma e’ anche liberamente prodotto e commercializzato dal Canada il Parmigiano Reggiano con la traduzione di Parmesan”.

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“Il risultato è che le esportazioni agroalimentari Made in Italy che nel 2018 hanno raggiunto il valore di 41,8 miliardi di euro grazie a un tasso di crescita dell’1,8% che però – ha aggiunto la Coldiretti – si è ridotto a circa un quarto di quello del 2017 quando si è registrato un aumento del 7%”.

Coldiretti
Il presidente Coldiretti Ettore Prandini

“In altre parole all’estero più di due prodotti di tipo italiano su tre sono falsi – ha affermato il presidente della Coldiretti, Ettore Prandini -. Un maggiore rigore a livello nazionale con le nuove norme sull’etichettatura di origine Made in Italy degli alimenti è importante per acquisire maggiore credibilità nei negoziati internazionali e battere il cosiddetto “Italian sounding”.


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