Dieci milioni di dollari e quasi duemila proposte dal basso per intitolare monumenti alle donne. È successo a New York con l’iniziativa lanciata a ottobre da Chirlane McCray e Alicia Glen Tom Finkelpearl per ridare importanza alle donne che hanno lasciato un segno nella storia della città.

Si chiama She Built NYC il progetto nato negli Stati Uniti per rispondere a un imbarazzante dato di fatto: a New York i monumenti che rappresentano le donne sono pochissimi. A Bryant Park, c’è una statua dedicata a Gertude Stein, celebre scrittrice e poetessa statunitense. A Riverside Park, zona nord-ovest dell’isola di Manhattan, ad essere messa sul piedistallo è Eleonor Roosevelt, attivista e first lady degli Stati Uniti. Eppure, a fronte dei circa 150 monumenti presenti nei cinque distretti della città che ritraggono personaggi storici maschili, da William Shakespeare a Cristoforo Colombo fino a John Lennon, se si va a caccia di statue dedicate a grandi donne si rischia di restare delusi.

New York Shakespeare
Il monumento in onore di William Shakespeare al Central Park

Soltanto a Central Park, cuore verde della città, contro 23 statue maschili storiche, si contano soltanto rappresentazioni femminili di fantasia, insieme a ninfe o angeli. Le donne reali sono appena cinque. Oltre alle citate Stein e Roosevelt, rispondono all’appello Giovanna d’Arco, Golda Meir, e Harriet Tubman. Magra consolazione: entro il 2020 si attendono sempre a Central Park le statue di due “suffragette” impegnate nella lotta per il diritto di voto alle donne: Elisabeth Stanton e Susan Anthony. Per il resto: il deserto o, come detto, bisogna accontentarsi della fantasia.

New York Alice
Il monumento dedicato ad “Alice in Wonderland”

In Italia 
Come fa notare da anni l’associazione Toponomastica femminile, gruppo indipendente di ricerca e di azione nato nel 2012 su Facebook e da poco più di un anno trasformatosi in associazione, il cui intento è “riequilibrare la nostra storia e la nostra cultura partendo dagli spazi urbani”, nella Penisola siamo quasi abituati a città che ricordano solo personaggi maschili.

Ma è possibile che nella metropoli della Statua della Libertà, sede dell’Onu che nel dicembre del 1977 stabilì l’8 marzo come “Giornata delle Nazioni Unite per i diritti delle Donne e per la pace internazionale”, ci sia una mancanza così forte nelle opere pubbliche?

Leggi altre storie

Da queste osservazioni parte l’iniziativa lanciata dalla moglie del sindaco De Blasio, Chirlane McCray, insieme alla vicesindaca e commissaria per gli affari culturali, Alicia Glen Tom Finkelpearl. She Built NYC è un progetto pensato sotto il segno della parità di genere per le vie della metropoli ritenuta – non a torto – il più grande museo di arte pubblica all’aperto negli Stati Uniti, con oltre mille monumenti presenti entro i confini della rete urbana.

Le risorse che sono state messe in campo per le istallazioni artistiche dedicate alle rappresentazioni di figure femminili importanti nella storia di New York non sono briciole: si parla 10 milioni di dollari stanziati dal Department of Cultural Affairs, da utilizzare nei prossimi quattro anni.


LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here