Ha un nome e un cognome il politico che avrebbe ricevuto un finanziamento illecito da 31 mila euro dal presidente della Confindustria Lombardia, Marco Bonometti, nel frattempo indagato. Si tratta di Lara Comi, candidata per le prossime elezioni europee.

Lara Comi (Forza Italia) risulta fra i soci della Premium consulting srl, società beneficiaria del versamento dei 31 mila euro da parte di Marco Bonometti mediante la società di cui questi è presidente, la Omr holding. La somma, secondo gli inquirenti, sarebbe stata versata in due tranche da circa 15 mila euro. Stando a quanto ricostruito dai pm, l’industriale avrebbe utilizzato quei soldi formalmente per una consulenza, sotto forma di acquisto di una tesi di laurea reperibile anche online, e quel denaro, invece sarebbe andato a finanziare illecitamente Comi.

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Il nome della europarlamentare, tra l’altro, era già emerso negli atti della maxi indagine su un sistema di corruzione, appalti pilotati e finanziamenti illeciti. I pm, infatti, come si leggeva nella richiesta di custodia cautelare a carico di 43 persone, tra cui i due esponenti di Fi Fabio Altitonante e Pietro Tatarella, stanno indagando anche su un altro episodio, ossia su “contratti di consulenza” ottenuti, attraverso Gioacchino Caianiello, ex coordinatore di Fi a Varese e ritenuto il “burattinaio” del presunto “sistema”, da “una società riconducibile a Lara Comi”. Contratti di consulenza “da parte dell’ente Afol città metropolitana” per un “totale di 38.000 euro“.


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