Che sia Russiagate o no, potrebbe essere sancito presto. La procura di Milano ha deciso di raccogliere le informazioni sullo scandalo dei presunti rapporti tra Mosca e la Lega, per aprire un’indagine dalle dimensioni transnazionali.

«Fiducia la invoco sempre: è fondamentale con i cittadini e nel governo. Salvini ha fatto delle dichiarazioni: ho fiducia nel ministro Salvini». Così il premier Giuseppe Conte in conferenza stampa a Palazzo Chigi commenta la vicenda riguardante i presunti finanziamenti russi alla Lega, su cui la procura di Milano ha aperto un’indagine per corruzione internazionale. «So che c’è un’inchiesta – conclude Conte -, la magistratura faccia il suo corso. Sapete come la penso: a ognuno le proprie responsabilità. Saranno fatte le opportune verifiche». Al momento è stato iscritto nel registro degli indagati Gianluca Savoini, il presidente dell’associazione Lombardia-Russia il cui nome è spuntato nell’inchiesta pubblicata da BuzzFeed su presunti fondi russi alla Lega.

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Intanto i capigruppo del Partito democratico, Graziano Delrio e Andrea Marcucci, annunciano una proposta di legge per istituire una commissione parlamentare di inchiesta sul caso. All’inizio della seduta a Palazzo Madama è lite tra i senatori del Pd e il presidente del Senato, Elisabetta Casellati. A dare il via al battibecco, un intervento del senatore Alan Ferrari, vicepresidente del gruppo Pd, che ha chiesto al presidente un «un definitivo ed essenziale chiarimento» su tre interrogazioni presentate dal suo partito nei mesi scorsi sui legami tra persone vicine a Salvini e dirigenti russi legati al partito del presidente Vladimir Putin e che non sono mai state pubblicate. Secondo Casellati, la mancata pubblicazione è motivata dall’inammissibilità delle tre interrogazioni. Inoltre, ha osservato il presidente di Palazzo Madama, «il Senato non può essere il luogo del dibattito che riguarda pettegolezzi giornalistici. Qui non si discute liberamente di questioni che non hanno alcun fondamento probatorio, qui dobbiamo parlare di fatti che abbiano una giustificazione», rigettando più volte l’accusa di non essere «un presidente di garanzia».

procura di Milano
Giancarlo Giorgetti (a sinistra) con Matteo Salvini

«Trasparenza» chiede anche il M5s. «Qualche fanfarone le sparava grosse e qualcuno in modo opportunistico per chissà quali fini ora approfitta del fanfarone per gettare discredito su Salvini», replica il sottosegretario alla presidenza, Giancarlo Giorgetti. Ieri Luigi Di Maio prima scherzava – «meglio Putin che i petrolieri», poi sottolineava: «Sempre più orgoglioso del M5s. Noi abbiamo sempre ricevuto risorse solo dalle donazioni volontarie».


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