Cresce il dibattito politico intorno alla cosiddetta “Nuova via della seta”, il progetto di interrelazioni economiche promosso dalla Cina con i Paesi europei e che coinvolgerà anche l’Italia. A rilasciare le ultime dichiarazioni in merito è il vicepremier Matteo Salvini.

All’indomani del vertice al Quirinale che ha dato il via libera al dossier, il leader della Lega esprime la sua prudenza sull’intesa fra Italia e Cina. “Se ci sarà il solo lontanissimo dubbio che certe acquisizioni possano mettere in difficoltà la sicurezza nazionale, da ministro dell’Interno, dirò un secco no”, ha detto Salvini in conferenza stampa a Montecitorio. Aggiunge che il memorandum sulla Via della seta “non è un testo sacro, si può modificare, si può migliorare”.

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Matteo Salvini specifica la necessità della prudenza nei rapporti con la Cina: “Prima di permettere a qualcuno di investire sul porto di Trieste o Genova guarderei a fondo – spiega il vicepremier – Se fosse un americano nessun problema. Se invece venisse dalla Cina sarebbe diverso. Ogni investimento in settori strategici necessita la massima prudenza”. A negare in modo reciso la nascita di “una nuova alleanza geopolitica” è anche Luigi Di Maio. Da Matera il vicepremier sottolinea che quello sulla Via della Seta “è un memorandum che firmerò io come Ministro dello Sviluppo economico e che servirà anche ai porti del Sud”. Prova a smorzare le paure su una possibile colonizzazione da parte della Cina: “Qui l’unica colonizzazione a cui dobbiamo ambire è quella del made in Italy nel mondo. È il made in Italy che deve colonizzare il mondo con la sua bellezza e la sua capacità”.

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Pubblicato da Matteo Salvini su Giovedì 14 marzo 2019

Si attendo per martedì alle 10.30 le comunicazioni del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, in merito alla Via della seta. Conte terrà le comunicazioni in contemporanea con quelle sul prossimo Consiglio Ue. I gruppi parlamentari potranno eventualmente presentare due distinte risoluzioni, che verranno votate dall’Assemblea separatamente.


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