Non è ancora uscito in Italia – lo farà il 10 gennaio. Lo è da poco anche in Francia. Eppure “Serotonina” – tit. or. “Sérotonine”, ed. La nave di Teseo – fa già discutere come se fosse sulle nostre librerie da tempo. È il talento più appariscente di un autore, come Michel Houellebecq, mai capace di essere banale.

Protagonista del romanzo è un ingegnere agricolo, che torna nella provincia natale per rimettere in piedi una piccola impresa. Un desiderio nostalgico di ritorno alle radici, che però si imbatte in un mondo devastato dalla globalizzazione e soprattutto arrabbiato. Pronto a una rivoluzione, con una serie di iniziative di protesta destinati a far traballare il governo.

Le profezie di Michel

Sembra il racconto del moto dei gilet gialli, in corso in Francia dal novembre scorso. Ma la stesura di “Serotonina” è iniziata ben prima. È la stessa, incredibile coincidenza avvenuta nel 2015 con “Sottomissione”. Allora il libro – storia di una Francia distopica, “sottomessa” all’islamizzazione politica e sociale – usciva in pratica il giorno dopo la strage presso Charlie Hebdo. Da lì è nato il mito di un Houellebecq “profeta”. Di cui rideremmo se non corrispondesse a un dato di fatto. Come dimostrano i suoi romanzi più famosi, da “Estensione del dominio della lotta” (1994) a “Particelle elementari” (1999), lo scrittore francese è particolarmente bravo in quello che dovrebbe essere, per l’appunto, il talento degli scrittori: la lettura della realtà contemporanea e delle sue sfaccettature. Non molti lo riconoscono, soprattutto per via del cinismo – talvolta esagerato – delle opinioni espresse da Houellebecq su molti temi, dalla politica alla religione.

Contro il sistema, di nuovo

In questo caso, fra le due è la prima ad entrare nel mirino di Houellebecq. “Serotonina” dimostra la diffidenza dello scrittore rispetto al liberismo economico e soprattutto all’Unione europea. A suo dire, le maschere di una progressiva fascistizzazione della società: “Non ci si batte più per la libertà di parola. Da quando avevo dodici anni, ho visto questa libertà restringersi sempre di più, anno dopo anno“, così in un pezzo scritto per Harper’s. Considera l’Unione “un’idea stupida che si sta trasformando in un incubo” e lamenta l’ipocrisia dei governanti – “disposti a battersi più per il libero mercato che per gli interessi del proprio popolo“.

Houellebecq
Ed. La nave di Teseo 2018

Un romanzo brutto, sporco e cattivo come i precedenti di Houellebecq, stando alla critica che già si divide tra gli osanna e la denigrazione. Ma che, ancora una volta, non resta nell’indifferenza. Perché, semplicemente, con Houellebecq non si può.

Alessandro Fasanaro

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