Poco dopo il sequestro giudiziario dell’abitazione, il 50enne catanese si è recato alla Locanda del Samaritano, struttura di accoglienza gestita da padre Mario Sirica, dove è attualmente ospite. Il signor Italia racconta a PrimepaGine la terribile vicenda che si porta dietro e lo ha condotto al centro di accoglienza.

L’abitazione, che si trova nel quartiere di San Leone, è stata teatro di un fatto delittuoso avvenuto tre mesi fa che ha coinvolto il padre del signor Carmelo Italia, rimasto vittima, e il fratello, attualmente in stato di detenzione. A seguito di questa drammatica situazione l’uomo si è trovato per strada, senza un posto dove andare. Unica ancora di salvezza è stata per lui la Locanda del Samaritano.

Perché si trova alla “Locanda del Samaritano”?

A seguito di una vicenda familiare pesante e dolorosa mi sono ritrovato senza risorse economiche e senza un tetto sulla testa. Il 3 febbraio scorso mio fratello, attualmente in stato di detenzione, ha ucciso mio padre e ora l’immobile è sotto sequestro per via delle indagini giudiziarie ancora in corso. Sto attendendo che la burocrazia italiana, meglio specificare quella catanese, faccia il suo corso perché i tempi a livello giudiziario sono davvero lunghi. Capisco che la casa sia sotto sequestro per quanto accaduto, ma io mi sono ritrovato per strada e lasciato da solo dalle istituzioni. Nessuna alternativa. Penso che in qualsiasi altro paese avrebbero provveduto diversamente.

Carmelo Italia
La facciata della Locanda del Samaritano
Qual era la sua situazione prima di essere accolto in questa struttura?

Precedentemente avevo una situazione familiare particolare. Mio fratello non stava bene e i miei genitori avevano una serie di disagi e una certa età. Per gestire questa situazione ho pagato un prezzo: non sono più riuscito a lavorare. Prima avevo un’occupazione nell’ambito commerciale. Ora la famiglia sarebbe composta da me, mia madre e due cani che sono finiti in canile, precisamente al Rifugio di Concetta con tutte le aggravanti del caso: gli animali sono in stato di sofferenza perché dopo averli avuti da cuccioli si ritrovano spaesati in canile. Mia madre è anziana e adesso si trova in una struttura dove ha un minimo di assistenza. Io attualmente sono in uno stato di stallo lavorativo e la mia condizione psicologica non è delle migliori perché, pur riconoscendo che qui ci sono ottime persone a gestire la struttura, io vivo un forte disagio in questa situazione perché per me non è la normalità.

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Quali sono le tempistiche per poter riavere la casa?

Dei tempi che servono non si sa molto. Il magistrato che si sta permettendo il lusso di tenermi l’immobile sequestrato dopo ben tre mesi, senza alcuna vera e reale motivazione, è un indagato dal consiglio superiore della magistratura. Questo mi fa pensare che forse, riguardo le sue indagini interne, qualcosa di corretto non l’abbia compiuto e ci sono andato di mezzo io. Se mi fossi chiamato in un altro modo non avrei subito questo trattamento perché la legge per il ricco si interpreta e per il povero si applica. Dopo quello che è successo sono una persona danneggiata e se la mia casa viene sequestrata per tanto tempo, perché giustamente si devono fare le indagini, io però mi ritrovo per strada. Inoltre posso dire che il magistrato in questione (dottoressa Martina Nunziata Bonfiglio) si è permessa di far fare i rilievi dopo ben 21 giorni dall’omicidio. Sono tempistiche troppo lunghe a mio avviso.

Ha ricevuto aiuti da parte delle istituzioni?

Non ho ricevuto nessun aiuto. Mi sono rivolto all’assessorato delle politiche sociali del comune di Catania, ma senza nessun risultato. Tra l’altro, visto che il Comune di Catania paga al Rifugio di Concetta delle somme di denaro per tenere in canile i miei cani, com’è possibile che non siano disponibili dei piccoli fondi economici da destinare alle persone che si ritrovano a vivere disagi come il mio? Sarebbe più logico darmi un bonus provvisorio per potermi occupare dei miei cani, giusto il tempo di risolvere la situazione e sistemarmi lavorativamente. E invece al Comune mi hanno detto che non esistono soluzioni di questo tipo. Nonostante l’amministrazione comunale sostenga di non avere soldi, effettua bonifici a sei zeri al canile convenzionato in questione e paradossalmente non è in grado di aiutare me o chi subisce situazioni come la mia. Siamo in un sistema senza logica, arcaico e preistorico.

Carmelo Catania
Scena dal luogo del delitto, in via Sardegna nel quartiere di San Leone
Cosa ha intenzione di fare?

La casa è ancora sotto sequestro perché dicono che bisogna fare ulteriori accertamenti, ma non mi motivano per cosa. Io ho sollecitato il mio avvocato che ha presentato l’istanza per accelerare le tempistiche al fine di riavere la casa e stiamo aspettando di sapere se viene accettata o meno. Se hai a che fare con giustizia, burocrazia e istituzioni finisci in un vortice senza fine e non resta altro che aspettare.


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