È ancora una volta il vino in testa alla classifica dei prodotti made in Italy più esportati, con un valore di 6,2 miliardi e una crescita del 56,9 per cento, ma spiccano anche i risultati ottenuti nel decennio da prodotti italiani come gli agrumi (+89,5 per cento), latte e formaggi (+82,3 per cento), carni e salumi (+70,2 per cento).

È quanto emerge dal rapporto “Il Valore della filiera italiana del cibo” di Coldiretti e Filiera Italia presentato al Forum di Tuttofood a Milano. Un rapporto che sottolinea il boom fatto registrare dalle esportazioni agroalimentari italiane che, dal 2008 ad oggi, sono salite da 23,6 miliardi a 41,8 miliardi di euro, con un aumento record del 47,8 per cento (contro il +16,5 per cento del totale dell’economia). Crescita peraltro che continua, perché nel gennaio 2019, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente il valore delle esportazioni della filiera è pari a 3,1 miliardi, +3,6 per cento rispetto al gennaio del 2018, mentre il totale economia fa +2,2 per cento.

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Gli incrementi dell’export agroalimentari – spiega lo studio di Coldiretti e Filiera Italia – coinvolgono le principali aree italiane, incluse quelle meridionali poiché nel 2008-2018 le regioni del Nord segnano +50,7 per cento (Piemonte +51,9, Veneto +68,5), quelle del Centro +49,6 per cento (Emilia Romagna +50,8, Umbria + 68,1, Lazio + 51,7), ed il Meridione +35,6 per cento (Sicilia +46,3, Calabria +40,2, Puglia +36,9, Molise +114,2). Nella feroce selezione degli anni successivi alla grande crisi del 2008, la filiera del cibo e i suoi protagonisti ne sono usciti dunque come uno dei più importanti motori potenziali di nuova crescita, anche per le regioni meridionali tradizionalmente più lente.

vino

I principali paesi di destinazione dei prodotti italiani sono la Germania (6,9 miliardi di euro, +25,6 per cento dal 2008), la Francia (4,7 miliardi di euro, +44,4 per cento), gli Stati uniti (4,1 miliardi di euro, +73,9 per cento), il Regno unito (3,4 miliardi di euro, +30,2 per cento), la Spagna (1,6 miliardi di euro, +32,7 per cento), la Svizzera (1,5 miliardi di euro, +28,1 per cento). Gli Usa sono il terzo Paese più importante per l’Italia come destinazione delle esportazioni agroalimentari ma, sono soprattutto il mercato dove si è verificato l’aumento maggiore.


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