Non solo giornalista e romanziere fra i più influenti del XX secolo, ma anche critico culinario. È la versione di George Orwell che avremmo potuto conoscere se questi non fosse incorso in un bizzarro caso di censura.

Dopo più di settant’anni infatti il British Council ha deciso di chiedere formalmente perdono a Orwell per aver prima commissionato e poi rifiutato un saggio sulla cucina britannica. L’autore di “1984” (1949) nel 1946 riceveva infatti l’incarico di redigere lo scritto nell’ambito di una più articolata iniziativa di promozione della cultura nazionale all’estero. Il saggio sarà poi respinto non perché non valido di per sé, bensì perché la pubblicazione sarebbe stata reputata “sconveniente” in un periodo di crisi economica e di razionamento del cibo.

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Il British Council ha pure pubblicato la lettera in cui si scusava con Orwell per “l’apparentemente stupida situazione” che avrebbe di lì a poco comportato la censura. Il saggio dello scrittore è stato giudicato “eccellente” ma “pubblicarlo sarebbe stato intempestivo e poco saggio”. Una versione abbreviata del saggio sarà anni dopo pubblicata dall’Evening Standard. Orwell racconta la cucina britannica come un sistema alimentare forse rozzo e “barbarico” eppure sano, dettato dalla qualità dei prodotti locali. Si lascia andare anche considerazioni umoristiche e riporta alcune ricette – come quella per i plumcake.

George Orwell a sorpresa: censurato un suo saggio culinario
George Orwell

Il Council infine assicura l’impegno a pubblicare il saggio per intero, per “dare giustizia al più grande scrittore politico del secolo”.


 

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