Dopo quarant’anni, la Repubblica ceca potrebbe finalmente riabbracciare uno degli scrittori più importanti della sua storia.

Il premier ceco, Andrej Babiš, ha infatti offerto a Milan Kundera il ripristino della cittadinanza che gli è stata tolta nel 1979. L’incontro tra i due sarebbe avvenuto lo scorso weekend a Parigi, dove il primo ministro si è recato per la celebrazione dell’armistizio del 1918. Sulla propria pagina Facebook, Babiš racconta l’emozione di aver visitato, nel suo appartamento, “Una leggenda per la letteratura ceca, francese e mondiale“. Dichiara la proposta come un “atto dovuto” e “di giustizia“. Si annuncia così la chiusura di una pagina nera nella storia della cultura, non solo ceca o francese.

Una vita sempre al limite

Spesso fra i candidati per il Nobel, Kundera ha vissuta tutta la vita nel mirino delle autorità ceche. Iscritto al Partito comunista nel 1948, appena due anni dopo viene espulso per alcune critiche al regime scritte in una lettera a un amico. Sarà reintegrato nel 1956, ma l’esperienza lo segna in profondità. Una storia analoga sarà alla base del suo esordio letterario, “Lo scherzo” (tit. or. “Žert”, 1967). Nel 1968, sarà la volta della “Primavera di Praga”. Kundera la sostiene apertamente, perciò sarà punito con la perdita del posto di insegnante e, ancora una volta, con l’espulsione dal partito. Nel 1975 si trasferisce in Francia, dove pubblica “Il libro del riso e dell’oblio” (“Kniha smíchu a zapomnění”, 1978). Il gesto è recepito dal regime come una provocazione. Gli viene così ritirata la cittadinanza, mentre i suoi libri saranno messi al bando. Kundera diviene cittadino francese grazie al favore di François Mitterrand. Nel 1984 diventerà famoso nel mondo grazie a “L’insostenibile leggerezza dell’essere” (“Nesnesitelná lehkost bytí”). Da “La lentezza” (“La Lenteur”, 1995) in poi, scriverà i suoi libri direttamente in lingua francese.

Kundera
Il premier ceco Andrej Babiš con la moglie Monika
Ma Kundera è d’accordo?

Babiš spera che Kundera possa presto tornare a far visita al suo paese d’origine. Esprime ottimismo, rivelando come lo scrittore, d’accordo con la moglie Vera, desideri che la pratica “non richieda troppo tempo“. A ogni modo, da Kundera stesso non è arrivata ancora alcuna conferma. In un’intervista al New York Times nel 1984, egli peraltro non esprimeva troppa nostalgia per la Repubblica ceca: “Il concetto di ‘casa’ non è che un mito, un’illusione. Ne siamo tutti vittime. Non considero la Francia come un surrogato di casa mia, è solo il luogo dove ho deciso di vivere“.

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