In effetti, mancava solo lui. Dopo tante auto- e biografie di meteore dello showbiz, più o meno inutili, a raccontarsi in un libro è stavolta l’ultimo re della Tv italiana.

Il 15 novembre è arrivato nelle librerie “Ecco a voi. Una storia italiana” (ed. Solferino 2018, 281 pp.), firmato da Pippo Baudo con la collaborazione di Paolo Conti. L’ottantaduenne presentatore, nel frattempo impegnato in vista di Sanremo giovani (dal 15 dicembre), ha deciso di mettersi a nudo e di narrare la storia di una carriera lunga una vita. Sorprende così il pubblico, presso il quale è apprezzato proprio per l’eleganza e la riservatezza. Caratteristiche, queste, che tuttavia permangono anche qui, a impreziosire un documento destinato ad essere il tassello della storia collettiva nazionale.

"Ecco a voi": Pippo Baudo racconta una vita di successi (e di sorprese)
Pippo Baudo
Le avventure di un gentiluomo

Come tutte le autobiografie che si rispettino, anche “Ecco a voi” parte dall’infanzia. Baudo racconta i natali nella sua Sicilia e gli anni della guerra. Passerà al colpo di fulmine per la Tv, avuto durante un soggiorno a Trieste. “Mi dissi: ‘Voglio stare lì dentro, in televisione, lavorare per questo mezzo nuovissimo, affascinante. È lì il futuro. Lì, da adesso in poi, succederà tutto“, così il conduttore. La sua storia ripercorre così gli anni dell’apprendistato e dei successi, che alimenteranno nell’immaginario comune la rivalità con Mike Bongiorno. Un dualismo, questo tra mostri sacri dello spettacolo, in realtà smentito da Baudo: quando questi, nel 1987, lasciò la Rai per Fininvest, avrebbe anzi trovato un amico proprio in Bongiorno. A condire “Ecco a voi” è poi una lunga serie di aneddoti, legati soprattutto ai rapporti con colleghi e ospiti nelle trasmissioni. Fra i retroscena più curiosi, un incidente provocatogli da Vittorio Gassman e una visita notturna da parte nientemeno che di Sharon Stone.

Cavalieri poco cortesi

Singolare è stato il rapporto con Silvio Berlusconi. Nel 1988, il suddetto sodalizio con Fininvest era arrivato anzitempo al capolinea. Baudo aveva firmato un contratto di tre anni, ma il flop della trasmissione da lui condotta – Festival – cambiò le carte in tavola. “Andai ad Arcore per un incontro chiarificatore“, così Baudo, che dichiara di aver chiesto la rescissione del contratto. Una scelta recepita da Berlusconi in modo inatteso: “Mi disse che avrei dovuto pagare una penale: ‘Tu sei proprietario di un palazzo sull’Aventino, di fronte ai miei stabilimenti’. In effetti era vero, avevo comprato quel palazzo con i miei risparmi, e ritenevo fosse un investimento giusto per il mio futuro“. Berlusconi avrebbe poi spiegato: “Come penale che devi pagare, anche per dare un esempio agli altri dipendenti della mia azienda, mi cedi il palazzo e anche il bar che sta accanto“. Baudo dice di aver chiesto del tempo per riflettere, ma Berlusconi gliel’avrebbe impedito facendo entrare subito il notaio per la firma degli atti. “In pochi minuti avevo perso lavoro e patrimonio”, questa la considerazione amara del presentatore.

Baudo
Ed. Solferino 2018

Nel complesso, “Ecco a voi” è un libro che merita una giusta dose di interesse. In un Paese come l’Italia, improntato su una forte cultura televisiva, la testimonianza di Pippo Baudo acquista valore. La sua personalità d’altri tempi, garbata e ammodo, forse ancora di più.

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