A quasi cinquant’anni dalla scomparsa, il ritorno di una delle voci più singolari e controverse della letteratura statunitense.

Sylvia Plath inaugurerà il 2019 letterario con un racconto inedito, risalente a quando aveva vent’anni. Si tratta di “Mary Ventura and the Ninth Kingdom” (it. “Mary Ventura e il Nono Regno”) e sarà pubblicato a gennaio. Per l’editore Faber, si tratterà di un modo per festeggiare il novantesimo anniversario dalla fondazione. Per gli estimatori della poetessa – scomparsa nel 1963 -, si tratterà invece dell’occasione per una riscoperta ricca di stimoli.

Plath e la sua “selva oscura”

Protagonista del racconto è Mary Ventura, ragazzina abbandonata dai genitori su un treno. Qui incontra una donna misteriosa che la guiderà tra uno scompartimento e l’altro, mentre il viaggio prosegue tra tunnel oscuri e paesaggi inquietanti. Evidenti suggestioni dalla “Divina Commedia” sono rielaborate in un racconto di formazione che gioca sulle paure dell’infanzia. L’opera è senz’altro giovanile ma intriga per originalità e forza evocativa. Il manoscritto è stato scoperto nel 2016 e battuto all’asta per ben ottocento dollari. Insieme ad esso, è stata rinvenuta la lettera con cui la rivista Mademoiselle rifiutò la sua pubblicazione.

Plath
Sylvia Plath
Una riscoperta che fa giustizia

Che Sylvia Plath fosse anche un’abile scrittrice di racconti, non è notizia nuova. La stesura di narrazioni brevi si alternò alla poesia per tutta la sua vita, spentasi nel 1963 a soli trent’anni di età. Tuttavia, il successo della pubblicazione postuma della raccolta lirica “Ariel” (1965) ha affermato in via quasi esclusiva la sua fama di poetessa, alimentata da una biografia ancora oggi ricca di punti oscuri.

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