La televisione come specchio dell’involuzione culturale d’Italia, ma anche come occasione mancata di progresso.

Così fu per Umberto Eco, che a due anni dalla scomparsa continua a presentarsi nelle nostre librerie. Stavolta lo fa con “Sulla televisione” (ed. La nave di Teseo 2018, 553 pp.), raccolta di saggi, articoli e interventi vari, raccolti e ordinati da Gianfranco Marrone. L’imponenza della sua mole sorprende e fa capire quanto il celebre semiologo fosse interessato ai temi relativi al mass media per eccellenza. Gli scritti coprono un arco di tempo di ben sessant’anni, dal 1956 al 2015. Si parte, insomma, dall’inizio delle trasmissioni Rai agli ultimi anni di declino della televisione rispetto al new media del web. Oltre che la quantità, sorprende anche la varietà dei contenuti: dall’analisi del linguaggio dei programmi informativi, si passa alla critica di prodotti pop come La Corrida, Il Festival di Sanremo, Canzonissima e persino di Beautiful.

Il tono di Eco è solitamente caustico. Molti ricorderanno la famosa critica a Mike Bongiorno, ma nel suo mirino finisce quasi tutto quello la televisione ha offerto agli italiani. Contrariamente all’idea comune di un intellettuale disgustato dalla volgarità dei mass media, Eco si dimostra un sincero interesse verso il potenziale della Tv. Sin dai suoi esordi come funzionario della Rai, auspica che il medium aiuti a formare quella coscienza nazionale ancora assente a dieci anni dalla fine della guerra. Il suo è lo sguardo di un intellettuale militante, convinto che in ogni aspetto della vita culturale si annidi una battaglia da combattere e vincere.

televisione
Ed. La nave di Teseo 2018

Nemmeno a dirlo, la televisione non rispetterà nessuna delle aspettative di Eco. Si trasformerà, anzi, nell’incubatrice di quella “fucina di imbecilli” che lo stesso semiologo individuava nel mondo di Internet. In questo libro, fra analisi accurate e motti di spirito, il lettore troverà di che ridere, pensare e persino deprimersi. Senza, purtroppo, aver la possibilità di cambiare canale.

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