Nel novero delle mille pellicole dedicate ai grandi della musica, una nota di considerazione potrebbe meritarla “Rolling Thunder Revue”, dedicato da uno dei più grandi cineasti a uno dei più grandi musicisti viventi.

Da “Mr. Tambourine man” fino a “Knockin on heaven’s door” passando per “Blowin’in the wind“. Brani celeberrimi che fa impressione sentire riuniti insieme nel racconto di un solo evento: il tour “Rolling Thunder Revue“, che in 27 date fra l’autunno 1975 e la primavera ’76 ha portato Bob Dylan in un lungo viaggio da una parte all’altra degli Usa. Martin Scorsese, da sempre grande ammiratore del musicista, ne ha tratto un docufilm di due ore e mezza, prodotto da Netflix e disponibile sulla piattaforma a partire da oggi.

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Non un racconto come tutti gli altri. Il materiale utilizzato da regista infatti è in gran parte inedito, impreziosito da numerose testimonianze. “Rolling Thunder Revue: A Bob Dylan Story by Martin Scorsese” racconta un evento musicale di suo già mitico, anche perché in buona parte improvvisato, con in più una lunga serie di aneddoti succosi. Protagonista assoluto è chiaramente il Menestrello d’America, ma insieme a lui appaiono artisti simbolo di quella generazione come Joan Baez, Roger McGuinn, Joni Mitchell, Ramblin’ Jack Elliott, Scarlet Rivera, Mick Ronson e il poeta Allen Ginsberg.

Il film è stato proiettato in anteprima mondiale all’Arena Puccini di Bologna e in altre 19 città di altri paesi del mondo, prima di sbarcare su Netflix. Ricordiamo che Scorsese è al lavoro per il colosso dello streaming su “The Irishman“, gangster movie attesissimo e che vedrà un cast capitanato da Robert De Niro e Al Pacino.


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