Il procuratore di Termini Imerese Ambrogio Cartosio ha fatto sapere che è stato aperto un fascicolo d’indagine su quanto accaduto la scorsa notte a Casteldaccia (Pa), sottolineando che oltre alle cause dell’esondazione, si indaga anche “sull’ubicazione del villino, dato che esiste un vincolo per cui non si può costruire a meno di 150 metri dal fiume”.

Una vera e propria tragedia quella verificatasi a Casteldaccia, dove ben 12 persone hanno perso la vita a causa del forte maltempo che ha colpito l’isola nella notte fra il 3 e il 4 novembre. (Qui il video della camera ardente)
Il bilancio più grave a Casteldaccia nel palermitano. 
Qui, due famiglie si erano riunite in una villetta per passare la serata insieme quando sono state sorprese dalla furia dell’acqua esondata dal limitrofo fiume Milicia, che ha travolto l’edificio ricoprendolo fino al soffitto e causando la morte di 9 persone tra cui due bambini di 1 e 3 anni e un ragazzino di 15.
Tre i superstiti, il padrone di casa, Giuseppe Giordano e la nipote che si erano allontanati dalla casa per una commissione poco prima della tragedia e un uomo presente nell’abitazione che è riuscito a salvarsi arrampicandosi su un albero.
Le prime dichiarazioni le ha rilasciate Giovanni Di Giacinto, sindaco di Casteldaccia: “è la prima volta che succede una cosa del genere. Abbiamo nove persone morte, non è una bella situazione… Una cosa inaspettata” – prosegue puntando il dito contro l’abusivismo – “La villa era abusiva, andava demolita.” 
– Il primo cittadino rende noto che – “la famiglia aveva impugnato di fronte al Tar un ordine di demolizione emanato dal Comune nel 2008.” – denuncia poi che – “La zona in cui è esondato il fiume Milicia è ad altissimo rischio, non solo per le condizioni dell’alveo che va ripulito, ma per l’enorme numero di case abusive costruite” – conclude rilevando – “da anni denunciamo una situazione gravissima. L’ultimo esposto, un anno fa, firmato con l’ex sindaco di Casteldaccia”.Casteldaccia

Risulta ancora disperso, dopo più di 24 ore di ricerca, Giuseppe Liotta, 40 anni, medico pediatra palermitano che si stava recando nell’ospedale di Corleone per prendere servizio: la sua auto è stata trovata in contrada Raviotta, tra Ficuzza e Corleone. Impegnati nelle ricerche gli uomini di protezione civile, polizia, carabinieri e corpo forestale, vigili del fuoco di Corleone e Partinico. Questi ultimi stanno cercando il disperso con droni ed elicotteri. (Leggi altre news)

Sempre vicino Palermo, a Vicari, è stato trovato morto un uomo, Alessandro Scavone, l’auto dell’uomo è stata travolta dall’acqua del fiume San Leonardo, straripato a causa delle forti piogge, con lui viaggiava un ragazzo di 21 anni, Salvatore D’Amato, che è stato ritrovato vivo dopo qualche ora di ricerche.

Altri due morti a Cammarata in provincia di Agrigento, qui i vigili del fuoco hanno estratto i corpi di un uomo e della sua compagna travolti con la propria auto dalle acque esondate dal fiume Akragas.

Il primo ministro Giuseppe Conte nella giornata di ieri si è recato nelle zone colpite dal disastro e ha fatto sapere che: “Dopo avere firmato i provvedimenti necessari a gestire l’emergenza, mi accingo a convocare il Consiglio dei Ministri, la prossima settimana, per deliberare lo stato di emergenza – aggiunge poi- “con la deliberazione dello stato di emergenza il Governo disporrà lo stanziamento delle prime risorse e adotterà gli interventi necessari a superare l’emergenza” – infine elogia l’operato dei soccorsi – “Dobbiamo ringraziare il pronto intervento del servizio di protezione civile e l’intera macchina dei soccorsi per avere soccorso la popolazione e avere garantito interventi di ripristino delle infrastrutture danneggiate per consentire la ripresa, quanto più rapida, delle normali condizioni di vita”

Interviene anche il ministro dell’Interno Matteo Salvini che annuncia: “250 milioni di euro sono già pronti per tutte le comunità da nord a sud colpite da queste calamità” – il leader della Lega, che si trovava a Belluno con il presidente del Veneto Luca Zaia dove ha sorvolato le zone colpite dall’eccezionale maltempo dei giorni scorsi, denuncia la mal gestione del territorio – “troppi anni di incuria e malinteso ambientalismo da salotto, che non ti fanno toccare l’albero nell’alveo, ecco che l’alberello ti presenta il conto. 
L’inerzia, l’assenza e l’ignoranza a volte sono alla base di questi fatti.”

Sulla tragedia anche il presidente della Commissione Antimafia all’Ars Claudio Fava, che richiede interventi preventivi: “Siamo stanchi di tragedie annunciate. Non possiamo limitarci a piangere i morti e dal giorno dopo non fare nulla. Servono interventi strutturali, serve una nuova consapevolezza e una nuova stagione di cura del territorio della nostra regione. Serve, soprattutto, che la politica passi dal lutto ai fatti” – Cosi il deputato dell’Assemblea regionale siciliana – “Si convochi immediatamente il Parlamento regionale per discutere degli interventi adottati dalla giunta e per avviare un grande piano di messa in sicurezza, la vera grande opera di cui la Sicilia ha bisogno” conclude Fava.

Parole di vicinanza ma anche di protesta da parte dei sindacati: “Tristezza, dolore, cordoglio alle famiglie dei dodici morti in Sicilia a causa del maltempo. La Regione dovrebbe immediatamente aprire il confronto sui temi delle infrastrutture, della viabilità primaria e secondaria e del dissesto idrogeologico, temi rimasti per troppo tempo in standby”. A dirlo, Cgil Cisl e Uil siciliane, in una nota firmata dai segretari generali Michele Pagliaro, Mimmo Milazzo e Claudio Barone.
“Chiediamo di imprimere una svolta immediata su questo terreno, insediando già in questi giorni un tavolo di confronto che in tempi certi fissi linee di indirizzo e di azione. 
Siamo convinti” – affermano i sindavati – “che il miglior modo di onorare i morti sia mettercela tutta perché tragedie così immani, non si ripetano più”. Casteldaccia

Sono venticinque le famiglie agrigentine che sono state evacuate durante la notte
Le operazioni sono state seguite e monitorate dal sindaco Lillo Firetto e dal coordinamento che fa capo alla Prefettura, attraverso le sale operative della Protezione Civile Comunale e la Sala operativa dei Vigili del fuoco, con la presenza dell’assessore comunale Gabriella Battaglia “Non si è reso necessario fornire ricovero alle famiglie sfollate perché tutte autonomamente hanno potuto fare ricorso a sistemazioni di fortuna presso familiari”.

Giorgio Calabrese

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