“Annuncio le mie dimissioni da presidente della Commissione Giustizia della Camera e, a tutela del M5s, mi autosospendo”. Così in una nota la deputata pentastellata, Giulia Sarti, a poche ore dalla richiesta della Procura di Rimini di archiviare la querela presentata dalla stessa Sarti nei confronti dell’ex fidanzato Andrea Tibusche Bogdan per appropriazione indebita: Sarti aveva ipotizzato un coinvolgimento dell’ex nei mancati bonifici al fondo del microcredito istituito dal M5s, ma la Procura ha archiviato affermando: “Voleva solo salvare la reputazione”.

La vicenda risale almeno a un anno fa quando Filippo Roma de Le Iene ha realizzato un’inchiesta sul caso Rimborsopoli grazie alla quale sono stati scoperti 14 “furbetti” pentastellati che non avevano versato i rimborsi elettorali al fondo sul microcredito, e tra i quali vi rientrava anche Giulia Sarti. 

Giulia Sarti
Luigi Di Maio e Filippo Roma

Ieri, la Procura di Rimini ha chiesto l’archiviazione della querela presentata da Giulia Sarti nei confronti dell’ex fidanzato Andrea Tibusche Bogdan per la mancata restituzione dei rimborsi di partito, addebitabile, secondo la stessa Sarti, ad una ‘ruberia’ dell’ormai ex fidanzato della deputata pentastellata. Secondo la Procura la Sarti avrebbe proceduto a querela solo per “salvare la reputazione”. La decisione della procura ha spinto la deputata ad autosospendersi dal Movimento e a rassegnare le proprie dimissioni dalla Commissione Giustizia della Camera.

Giulia Sarti
Giulia Sarti

Per la Procura di Rimini, infatti, la deputata M5s non fu ‘derubata’ dall’ex fidanzato Andrea Tibusche Bogdan, 32enne e consulente informatico di origini romene. Come riporta la stampa locale è stata infatti depositata la richiesta di archiviazione del fascicolo, per appropriazione indebita, nato dalle denuncia della presidente della commissione Giustizia della Camera alla squadra mobile di Rimini, con una particolareggiata querela in cui si ipotizzava la responsabilità di Bogdan su mancati bonifici al fondo per il microcredito.

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Sette i bonifici partiti dal conto della Sarti, destinati a quello del Mef, che però risultavano annullati. Quando fu interrogato dal pm Davide Ercolani, un anno fa, Bogdan spiegò che se aveva agito, sul conto corrente online della deputata, lo aveva fatto con la consapevolezza di lei e avendone le password. Inoltre consegnò alla Procura una chat in cui Sarti gli annunciava la querela per togliersi dall’imbarazzo delle restituzioni ‘fantasma’. Per il procuratore capo, Elisabetta Melotti e il pm Ercolani, che hanno firmato la richiesta di archiviazione, dunque non vi furono reati. Ora sarà il gip a decidere e al momento non ci sono opposizioni alla richiesta. Nel frattempo Bogdan sta valutando due diverse azioni legali: una querela per calunnia o una richiesta civile di risarcimento danni nei confronti di Giulia Sarti.

Dalle chat – esaminate dai magistrati – emerge che c’era un accordo tra Sarti e il suo ex per far ricadere su di lui la colpa dei mancati versamenti. Ma c’è dell’altro. Secondo quanto riferito dalla stessa parlamentare M5s nel colloquio via Telegram con Bogdan, la richiesta di sporgere denuncia nei suoi confronti sarebbe arrivata proprio dai responsabili della comunicazione del Movimento, Ilaria Loquenzi e Rocco Casalino: “Le Iene hanno i nomi da mesi e mi hanno chiesto se denuncio te perché mi stanno chiedendo come uscire da questa storia”(…) “me l’ha chiesto Ilaria con Rocco. Per salvarmi la faccia”.

La pentastellata, però, alla notizia dell’archiviazione oltre a dare le proprie dimissioni e ad autosospendersi si è ‘autosmentita’ dichiarando: “Preciso che né Ilaria Loquenzi né Rocco Casalino mi hanno spinto a denunciare nessuno, ma si sono limitati a starmi vicino nell’affrontare una situazione personale e delicata”.

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“Sarti – ha dichiarato Rocco Casalino – si è probabilmente coperta dietro il mio nome con l’allora compagno, se avessi saputo di questi ammanchi o di giri strani l’avrei immediatamente riferito al Capo politico e ai Probiviri. Io non tutelo i parlamentari, ma il Movimento, come sanno tutti”.


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