La Lega di Matteo Salvini vola alto sulle ali dei 5stelle di Lugi Di Maio. Cinque mesi di Governo rendono possibile l’impossibile

In un Paese tormentato dal razzismo e dalla discriminazione, ampiamente alimentate dalla Lega, il Movimento cinque stelle è riuscito nell’impresa sfuggita persino a Silvio Berlusconi: portare il Carroccio al 30% dei consensi. Stando a dati Ipsos, infatti, i pentastellati si accrediterebbero al 27,5% (ben 5 punti in meno rispetto alle elezioni del 4 marzo) e la Lega, invece, al 34% (ben 17 punti percentuali in più rispetto al 17% riscosso alle elezioni).

Non scherziamo. Il leader del Carroccio, Matteo Salvini, ci ha messo del suo. La qualità dello staff comunicazione e le costanti dirette su Twitter lo aiutano e non poco: dalla provocazione ai rivali politici alla pubblicazione del suo nutrimento giornaliero fino alle dirette delle visite istituzionali, il social cinguettante sembra aver assunto le sembianze della sezione “Amministrazione Trasparente” del Viminale.

Lega Matteo Salvini e Luigi Di Maio

La straordinaria capacità comunicativa del leader leghista è nota da tempo: già a fine marzo, quando “gli ex vichinghi del Nord” davano battaglia ai pentastellati “paladini del Sud”, l’attore Claudio Amendola, uomo immagine della sinistra italiana, dichiarava: “Salvini è il politico più capace degli ultimi 20 anni”. Per questa dichiarazione l’attore romano – “comunista così”, come si definisce lui stesso – è stato accusato di parteggiare per il leader in cravatta verde; accuse, queste, che l’attore si è preoccupato di smentire immediatamente. In effetti Amendola non ha rivelato chissà quale mistero, anzi ci ha visto lungo.

Ma se è vero che Salvini si sta rivelando un politico capace, almeno a livello comunicativo, è anche vero che in un Paese stordito dalla paura, dalle tasse e dall’ignoranza dilagante, il politico più capace è colui che ci invita a guardare il dito piuttosto che la luna. Insomma, il successo politico della Lega non è da attribuire solo alle straordinarie capacità dialettiche del vicepremier, bisogna considerare il grado culturale del popolo a cui il leader si rivolge, ma soprattutto, la validità politica dei concorrenti.
(Leggi l’articolo di Errico Martina: L’era dei decaduti, lo sciocco che fissa il dito invece della luna)

I dati parlano chiaro: il successo del Carroccio nei sondaggi è strettamente correlato alla progressiva perdita di voti dei pentastellati. Se inizialmente la natura neutra e centrista del Movimento, una sorta di Dc dei tempi moderni, poteva essere la marcia in più perché permetteva di aumentare il bacino di voti in termini esponenziali, facendo salire sul carro tutti i delusi della vecchia politica, oggi, invece, ci rendiamo conto che era un’arma a doppio taglio.

Se decidi di formare un esercito politico devi anche preoccuparti degli interessi dei militanti: non si può pretendere di formare un Governo con la Lega, non contrastare nessuna delle idee e manovre filofasciste della compagine leghista (si pensi al Dl sicurezza, all’introduzione del taser, all’immigrazione), senza perdere quell’elettorato di sinistra che, a suo tempo, ha mollato il Pd per i 5stelle. Allo stesso modo, non si può pretendere che i destrorsi preferiscano il reddito di cittadinanza alla flat tax.

La purezza, la neutralità, il non prendere posizione e subire quelle leghiste, sta decimando i 5stelle e sta portando il Paese alla deriva. Non economica, ma culturale e ideologica.

Se Di Maio continua a perpetrare la linea tenuta da Hillary Clinton in occasione delle scorse elezione in Usa, Salvini-Trump non potrà far altro che ottenere la maggioranza assoluta.

Gabriele Patti 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here