Sarebbe la vendetta il movente che ha portato alla morte di Antonio Crisanti, 63enne ucciso ieri pomeriggio a Rozzano (provincia di Milano).

Antonio Crisanti era indagato dalla Procura di Milano per presunti abusi sessuali su una nipote di cinque anni. A ucciderlo è stato il 35enne ex-genero e padre della bambina. Questi già in precedenza avrebbe avvertito l’uomo: “Se torni a Rozzano ti uccido”. Una volta saputo del ritorno di Crisanti nel paesino dell’hinterland milanese, si sarebbe quindi attivato con un complice per cercarlo e ucciderlo con cinque colpi di pistola. L’aggressione è avvenuta nei pressi di un supermercato. I due assassini si sono poi costituiti ai carabinieri. Sul caso indagano il pm Monia Di Marco e l’aggiunto Letizia Mannella.

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Le presunte violenze sessuali sarebbero avvenute la scorsa estate. C’era stata una denuncia e la stessa piccola vittima era stata sentita in audizione protetta dagli investigatori, per capire se il nonno avesse effettivamente abusato di lei. Le indagini sono tutt’ora in corso. La vicenda ha comunque provocato una spaccatura nell’ambito familiare, in particolare tra le due figlie di Antonio Crisanti e i rispettivi mariti, fratelli tra di loro. L’ex-genero avrebbe deciso di vendicarsi dell’uomo dopo aver sentito della convocazione della bambina da parte degli inquirenti.

Sul posto del delitto era arrivato il personale del 118, ma per la vittima non c’è stato nulla da fare. Nonostante i due uomini si siano costituiti di propria iniziativa, gli investigatori sarebbero stati comunque sulle loro tracce: la pista del movente familiare era quella più accredita già nella serata di ieri. Fino a tarda notte sono stati disposti interrogatori sui parenti della vittima e l’acquisizione dei filmati delle telecamere di sorveglianza della zona.


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