Il counseling è fra le tecniche e fra gli atti tipici della professione di psicologo e non può essere, né potrà diventare mai una professione a sé stante. Fare counseling senza essere iscritti all’Ordine significa fare abuso della professione. Come ha affermato anche Nicola Piccinini, presidente dell’Ordine degli psicologi del Lazio, “assegnare a un Ente privato la delicata questione della normazione delle professioni non regolamentate è un errore e un possibile motivo di rischio per la salute dei cittadini”.

Nel pensare comune sia lo psicologo che il counselor sono visti come professionisti che si occupano di aiutare i propri clienti nelle situazioni problematiche della vita.
Bisogna notare però che molte volte i counselor non sono laureati in psicologia, ma hanno un diploma di scuola superiore o hanno preso una laurea in materie non attinenti alle professioni psicosociali.

Oggi, la questione riguarda l’inserimento del counseling tra le professioni, ma in passato e sempre più frequentemente riguarda la differenza tra psicologo e psicoterapeuta, o ancor peggio, tra psicologo e medico. Queste ripetute e quasi quotidiane discussioni rappresentano il segno di un’estrema confusione in materia. Tale confusione colpisce ancor di più nel momento in cui tali richieste arrivano anche da chi ha già incontrato uno psicologo e usufruito dei suoi servizi. Oggi, infatti, non è ancora ben chiara all’utenza la differenza tra l’attività dello psicologo e quella dello psicoterapeuta. Sono tante le persone che, non conoscendo tale importante differenza, mettono a rischio la propria salute psichica. È necessario fare un po’ di chiarezza.

Counseling

La legge n. 56/1989, nell’istituire l’Ordine degli psicologi, stabilisce che “la professione di psicologo comprende l’uso degli strumenti conoscitivi e di intervento per la prevenzione, la diagnosi, le attività di abilitazione-riabilitazione e di sostegno in ambito psicologico rivolte alla persona, al gruppo, agli organismi sociali e alle comunità. Comprende altresì le attività di sperimentazione, ricerca e didattica in tale ambito”.

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Per diventare psicologo in Italia, infatti, è necessario laurearsi in psicologia, sostenere un esame di Stato a seguito di un tirocinio post lauream della durata di un anno e iscriversi all’Albo professionale di una regione o provincia italiana: senza l’iscrizione all’Albo – sezione A –, dunque, non si è psicologi, ma soltanto dottori in psicologia. Va da sé che l’iscrizione sia la condizione necessaria per poter lavorare ed esercitare l’attività. Pertanto lo psicologo è un professionista che opera per favorire il benessere delle persone, del gruppo e della comunità.

Counseling

L’esercizio è subordinato ad una specifica formazione professionale da acquisirsi dopo il conseguimento della laurea in psicologia o in medicina e chirurgia, mediante corsi di specializzazione almeno quadriennali che prevedano adeguata formazione e addestramento in psicoterapia presso scuole di specializzazione universitaria o presso istituti a tal fine riconosciuti dal Miur. Viene sottolineato il divieto agli psicoterapeuti non medici di qualsiasi intervento di competenza esclusiva della professione medica, come ad esempio la prescrizione di farmaci.

Sono tante le persone che ripongono fiducia nelle mani di un terapeuta e dedicano tempo e impegno nel delicato lavoro psicoterapico di conoscenza di sé, ed è per questo importante fare luce sulle differenze che intercorrono tra i diversi specialisti perché sempre meno si corra il rischio di affidarsi a chi non è adeguatamente formato.


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