Una serie di coincidenze astronomiche assolutamente spettacolari, nel cielo estivo di questo venerdì 27 luglio, appuntamento imperdibile per studiosi e appassionati: l’eclissi più lunga del XXI secolo si è infatti manifestata contemporaneamente a un altro straordinario fenomeno, la grande opposizione di Marte.
La “Notte Rossa”, o della “Luna di Sangue”, si è così aggiudicata il titolo di notte più ricca di eventi astronomici rilevanti dell’anno.

L’eclissi totale di luna, con il suo suggestivo colore rosso intenso, ha regalato ai fortunati abitanti dell’emisfero orientale uno spettacolo mozzafiato della durata di ben 103 minuti, un record se si considera che la più lunga del secolo scorso (16 luglio 2000) è durata 1 ora e 47 minuti – solo 4 minuti in più. Per assistere al prossimo evento di durata simile, bisognerà attendere il 2123.

A rendere la notte ancora più magica, oltre alla luna, il pianeta Marte – che proprio negli ultimi giorni si è reso protagonista della scoperta interamente italiana del primo lago allo stato liquido mai osservato sotto la superficie dei suoi ghiacci – si è allineato nella posizione esattamente opposta al Sole rispetto alla Terra; si tratta dell’opposizione più importante dal 2003, con una grandezza visibile del Pianeta Rosso aumentata del 10%.

Ciò che causa il fenomeno dell’eclissi lunare è la posizione del satellite rispetto alla Terra: quest’ultima, posta al centro fra il Sole e la Luna, proietta su di essa la sua ombra.

In queste occasioni la luna non scompare nel buio del cielo notturno, perché pur trovandosi nel cono d’ombra del nostro pianeta viene comunque investita dai raggi solari filtrati dall’atmosfera. Questo spiega come mai da un’eclissi lunare all’altra il tipico colore rosso assunto dal satellite non è mai lo stesso, dato che l’atmosfera terrestre viene influenzata di volta in volta in maniera differente dall’attività umana e da cambiamenti naturali.

Le eclissi lunari, nonostante il clamore che suscitano e contrariamente a quanto si possa pensare, sono fenomeni relativamente frequenti: se ne registrano in media tre ogni due anni, ma, contando sia quelle totali che quelle parziali, a volte possono verificarsene anche tre nell’arco di un solo anno.

Tuttavia negli ultimi anni le eclissi visibili in Italia sono state poche, perlopiù brevi. L’ultimo evento visibile nel nostro Paese si era verificato il 28 settembre del 2015, ma si trattava di un’eclissi parziale e sopraggiunta nel cuore della notte, resa oltretutto ancora meno visibile a causa di una perturbazione.

La scorsa notte invece non solo Marte e la Luna in congiunzione nella stessa zona del cielo, ma anche Venere, Giove e Saturno sono stati chiaramente visibili, nitidi e brillanti in un cielo estivo fortunatamente limpido e sereno che ha consentito un’osservazione ottimale anche a occhio nudo.

Il fenomeno ha seguito uno svolgimento graduale secondo varie fasi corrispondenti a orari diversi: la luna è entrata in contatto con la penombra alle 19:14, e con l’ombra vera e propria alle 20:24 – ora italiana. L’eclissi è divenuta totale a partire dalle 21:30 e ha toccato il picco massimo alle 22:22, rimanendo completa fino alle 23:13. La lenta uscita dall’ombra ha avuto inizio alle 00:19; tutto è tornato alla normalità all’1:28 del 28 luglio.

Tra le numerose iniziative organizzate in tutto l’emisfero per celebrare e valorizzare una serata così speciale, rilevante in Italia l’impegno dell’Istituto nazionale di astrofisica e dell’Unione astrofili italiani, che per l’occasione hanno messo a disposizione del pubblico la propria attrezzatura da osservazione.

Per chi non ha avuto la fortuna di ammirare l’eclissi dal vivo, è stato comunque possibile seguire per intero l’evento in diretta streaming sul web, grazie al Virtual telescope project. Per una prossima eclissi di luna totale, gli appassionati di astronomia e i curiosi dovranno aspettare gennaio 2019.

Arianna Albano

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