Un viaggio attraverso i sentimenti, la natura, la fantasia e la quotidianità: questi sono i temi dell’opera teatrale “Buongiorno Contessa” che verrà rappresentato al teatro Must Musco mercoledì 13 marzo alle 21.

Il lavoro teatrale firmato dall’attore napoletano Mariano Rigillo insieme ad Anna Teresa Rossini, sostituisce il titolo provvisorio precedentemente anticipato “A tavola da Eduardo”. Si tratta di un viaggio di emozioni al Must Musco in cui non c’è bisogno di fare le valigie o mettersi in cammino, ma basta solo lasciarsi trasportare dalle parole e dalla musica.

Le parole, accuratamente scelte dal regista-attore, sono quelle di grandi poeti e letterati diversi fra loro per epoca, genere e stile ma raggruppati da Rigillo in tre grandi temi: l’amore, il mare e i giorni. Ecco dunque alternarsi sulla scena Aldo Palazzeschi e il maestro De Filippo, Dante Alighieri e Federico Garcia Lorca, Luigi Malerba e Stefano Benni in una danza di parole che riesce a far rivivere tutte quelle passioni e quegli impulsi che il mondo cerca di sottrarci.

Al Must Musco di Catania va in scena "Buongiorno contessa"

In un aristocratico salotto anni Trenta avviene l’incontro tra la contessa Pizzardini Ba e il suo amico e forse amante Aldo Palazzeschi. Di questo appuntamento si racconta nella sua poesia “La visita alla contessa Pizzardini Ba”. I due discutono più o meno animatamente per tentare di sconfiggere la mortale noia da cui la nobildonna è afflitta in maniera ossessiva. Il confronto tra queste due figure lascia aperto il tema della vita e dell’amore con toni di malinconia e viene portato avanti, in maniera scherzosa, da Pulcinella e Colombina e in seguito dalle parole di Eduardo De Filippo, attraverso i versi di “L’ammore che d’è?”.

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Sul palco del Must Musco viene presentata la donna simbolo del desiderio sessuale di Dènis Diderot, di cui si parla nel suo romanzo “I gioielli indiscreti”, che passerà il testimone a Jacques Prèvert nel dialogo con Roberto Lerici, tratto dalla poesia “Questo amore”.

I temi della natura, del mare e del viaggio sono raccontati dai versi di Montale con “Riviere” e dalla prosa arcaica e affascinante di Stefano D’Arrigo e della sua Ciccina Circè di cui si parla in “Horcynus Orca”. Ci accompagnano in questo viaggio anche i versi di Dante attraverso il personaggio di Ulisse nel XXVI Canto dell’Inferno e ancora le immagini dei mari di Garcia Lorca con “Il mare” fino alla poesia di Eduardo con “’O mare”.

Must Musco

L’ironica descrizione di un amplesso tratta da “Il serpente di Luigi Malerba” e la semiseria avventura di Vincenzo De Pretore, ladruncolo eduardiano finito in una barella d’ospedale e portato a un immaginario Paradiso grazie all’ignaro San Giuseppe, introducono il tema dei giorni e della quotidianità. Stefano Benni ci racconta quindi in pochi e scherzosi versi la trasformazione dell’amore di coppia attraverso “Le piccole cose”. In uno scompartimento di treno, con garbo e distaccato dolore  si congeda il viaggiatore cerimonioso e consapevole di Giorgio Caproni e, a conclusione dello spettacolo, due brani tratti da “Le luci di Algeri” di Gianni Guardigli, vincitore del Premio Flaiano nel 2000, ci riportano alle riflessioni sui giorni nostri.

Le musiche originali di Paolo Coletta accompagnano la declamazione creando l’atmosfera adatta ad ogni momento prima con un allegro, poi con un adagio ed infine con un andante. I brani sono interpretati da Rigillo e Anna Teresa Rossini. Proprio quest’ultima è la contessa del titolo che, a partire dal prologo fino all’ultima interpretazione tratta da Le Luci di Algeri, sarà una donna ora annoiata, ora disperata, ora maliziosa ma sempre credibile ed appassionata. Mariano Rigillo, regista e protagonista sul palco del Must Musco insieme alla Rossini, è capace di incantare il pubblico sia con il XXVI Canto dell’Inferno della “Divina Commedia”, dedicato ad Ulisse, che con l’avventura di Vincenzo De Pretore composta da Eduardo.


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