Quel bacio è stato una delle più efficaci campagne informative e un eclatante debunking: lei aveva 25 anni, sieropositiva da 8, era il 1991, i titoli dei giornali non sempre distinguevano fra Hiv e sieropositività. C’era chi sosteneva che il virus si potesse passare con un bacio. Alla fiera di Cagliari, Aiuti partecipava a un congresso sulla malattia. E per abbattere le fake news, afferrò la ragazza e la baciò sulla bocca. Uno scatto clamoroso, che è passato alla storia.

Il 2 dicembre 1991 l’immunologo Fernando Aiuti bacia una ragazza, 25 anni, sieropositiva, per dimostrare che l’Hiv non si trasmette con un bacio o un semplice contatto fisico. Un bacio contro muri, pregiudizi e ignoranza. Ieri, a distanza di 28 anni, l’immunologo è morto al Gemelli di Roma, dopo essere stato ricoverato a seguito di un volo di dieci metri.

Hiv
A sinistra l’immunologo Fernando Aiuti A destra il bacio di Aiuti al presidente di Donne in Rete Onlus Rosanna Iardino

Quella ragazza è Rosanna Iardino, presidente di Donne in Rete onlus, di Fondazione The Bridge, ed è tra i primi a ricordare ieri, con un post su Facebook, il professor Aiuti, deceduto  al Policlinico Gemelli. “È morto Fernando Aiuti, il mio uomo del bacio, grande immunologo e persona, con lui ho litigato tantissime volte… Ricordando l’uomo e il professore non posso fare altro che dire grazie per il suo enorme contributo alla lotta contro l’Aids”, scrive Rosaria.

Quel bacio è stato una delle più efficaci campagne informative e un eclatante debunking: lei aveva 25 anni, sieropositiva da 8, era il 1991, i titoli dei giornali non sempre distinguevano fra Hiv e sieropositività. C’era chi sosteneva che il virus si potesse passare con un bacio. Alla fiera di Cagliari, Aiuti partecipava a un congresso sulla malattia. E per abbattere le fake news, afferrò la ragazza e la baciò sulla bocca. Uno scatto clamoroso che è passato alla storia.

La Procura segue la pista del suicidio e apre un’indagine sulla strana dinamica della morte

La procura della Repubblica di Roma sta realmente pensando che la morte di Fernando Aiuti sia stata voluta dallo stesso immunologo, tanto che ha aperto un fascicolo pensando al suicidio. Questa ipotesi è spinta da alcune strane “coincidenze” come le pantofole, lasciate ordinatamente sul gradino del quarto piano oppure l’assenza di tracce che facciano sembrare che il dottore abbia provato ad aggrapparsi da qualche parte per avere salva la vita. Il medico è morto volando da 10 metri nella tromba delle scale dell’ospedale Gemelli di Roma dove era ricoverato.

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Delle indagini si sta occupando il pm Laura Condemi che ha compiuto il sopralluogo per capire cosa sia effettivamente successo quel fatidico 9 di gennaio, ora è stato assunto anche un medico legale che si occuperà dell’autopsia sul corpo di Aiuti. Il dottor Cialella dell’Università La Sapienza di Roma dovrà vedere se l’immunologo stesse prendendo qualche farmaco o se abbia avuto un malore che lo ha spinto a cadere giù dalle scale.


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