Si conclude oggi a Binche (Belgio) uno degli eventi che gli amanti del carnevale e del folklore non dovrebbero perdersi. Soprattutto perché è uno dei pochi capaci di distinguersi nel conformismo generale.

Si tratta del carnevale di Binche, il più antico del Belgio e capace di dare notorietà alla piccola cittadina situata in Vallonia. Ogni anno attira sempre più l’affluenza di visitatori stranieri anche grazie al suo riconoscimento da parte dell’Unesco nel 2003. Dal 2009 è ufficialmente inserito nella lista delle opere da preservare in quanto “capolavoro del patrimonio orale ed immateriale dell’umanità”. In questo 2019 si è festeggiato dal 3 al 5 marzo.

Binche
La sfilata dei Gilles (senza copricapo)

Si tratta di un carnevale ben codificato nei tempi e nei rituali. Infatti le festività si svolgono in due parti: il carnevale e l’avanti-carnevale, detto anche tempo delle soumonces. Il carnevale inizia esattamente 49 giorni prima di Pasqua e le soumonces sei settimane prima dei tre giorni grassi. Grandi protagonisti della kermesse sono i Gilles, buffi personaggi che danzano sull’aria di musiche suonate da fanfare, tamburi e grancasse. Indossano giacche e pantaloni variopinti, zoccoli ai piedi e soprattutto un enorme copricapo di piume dal peso di quattro chili.

Binche
Il tipico copricapo piumato dei Gilles

Non si conosce l’origine di questo personaggio. La prima sua attestazione risale al 1795, quando ebbe luogo una protesta popolare contro il Direttorio francese che volle proibire l’uso di maschere durante la festa. L’abbigliamento suggerisce la derivazione da un non meglio noto personaggio della commedia dell’arte. Gli zoccoli a loro volta inseriscono un elemento di derivazione contadinesca. Molto più suggestiva è tuttavia una leggenda popolare e che spiegherebbe lo stranissimo copricapo: i Gilles richiamerebbero infatti un corteo di prigionieri Inca che sfilarono nel 1549 in una festa organizzata da Maria d’Ungheria per suo fratello Carlo V.

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Qualunque sia la sua effettiva origine, quella del Gille rimane una figura a dir poco curiosa. Forse addirittura la più codificata nella festa per antonomasia priva di regole. I Gilles devono infatti essere rigorosamente uomini e originari di Binche. Non possono spostarsi senza l’accompagnamento di un tamburo e soprattutto non devono lasciare la città. Non possono bere alcolici e addirittura nemmeno sedersi. Sfilano esclusivamente in occasione del Martedì grasso, mentre negli altri giorni la scelta del costume rimane libera. Sono spesso affiancati dalle femmes de Gille, donne (mogli, fidanzate, madri, sorelle o semplici amiche) deputate ad assistere il portatore della maschera.

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La sfilata degli Arlecchini

Non ci sono tuttavia solo i Gilles. A Binche sfilano anche altri personaggi tipici della tradizione europea, che compongono le società dette “di fantasia” e identificate da provenienze precise. Gli Arlecchini così rappresentati dai bambini dell’Ateneo reale di Binche. I Contadini dai bambini del Collegio di Notre-Dame de Bon Secours. I Pierrots dai bambini del “Petit-collège”. Un tempo però sfilavano molte più società di fantasia e oggi scomparse: fra queste, i Marinai, i Moschettieri e i Principi d’Oriente.


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