È proprio il caso di dire: “happy birthday, Grand Canyon”. Il parco naturalistico statunitense, fra i più visitati al mondo, ha appena festeggiato il centesimo anniversario dalla fondazione.

Come formazione geologica, il Grand Canyon esiste da un bel po’ di tempo prima. Si tratta di un’immensa gola creata dal fiume Colorado nell’Arizona settentrionale. È lungo 446 chilometri circa, profondo fino a 1.857 metri e con una larghezza variabile dai 500 metri ai 29 chilometri. È incluso in gran parte nel parco nazionale del Grand Canyon, uno dei primi parchi nazionali degli Usa.

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Il fiume Colorado

A sancirne la nascita è stato il presidente Woodrow Wilson, che ne firmò la designazione il 26 febbraio 1919. Da allora è diventata meta di pellegrinaggio per una straordinaria varietà di turisti. Dai semplici curiosi agli amanti della natura, passando per artisti come poeti e pittori. La nascita del parco ha creato un attrito con le comunità native locali che considerano l’area un terreno sacro. Ieri per la prima volta autorità federali e rappresentanti delle tribù hanno fumato il tradizionale calumet della pace.

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In occasione dei festeggiamenti è stato inaugurato un nuovo centro dedicato proprio all’eredità culturale delle undici tribù indiane che per secoli hanno considerato il Grand Canyon come la loro casa. Ieri peraltro ai visitatori è stato consentito l’ingresso gratuito. Dopo la creazione del Grand Canyon National Park (14esimo parco nazionale degli Usa) Woodrow Wilson disse: “Lasciatelo com’è. Non lo potete migliorare. I secoli ci hanno lavorato e l’uomo può solo far danni”. La preoccupazione era per l’impatto che lo sviluppo e la conquista del West avrebbero potuto avere sul Grand Canyon. La designazione all’epoca passò inosservata: nemmeno i giornali locali avevano la più pallida idea che l’immensa gola creata dal fiume Colorado sarebbe diventato un giorno una delle attrazioni naturali più popolari del mondo.

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La passerella del Grand Canyon, attiva dal 2007

A visitare il Grand Canyon sono circa sei milioni di visitatori l’anni, di un quinto provenienti fuori degli Usa. Ci si attende un’impennata di visite nell’anno del centenario. Soprattutto grazie a una serie di eventi come il Grand Canyon Centennial Star Party, organizzato da un team di astronomi in otto notti di giugno: grazie all’assenza di inquinamento luminoso e all’aria pulita, il parco è uno dei luoghi migliori al mondo per osservare il cielo di notte. Dal 1979 fa parte del patrimonio dell’umanità dell’Unesco.


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