Siete amanti della solitudine o cercate un posto nel mondo dove rifarvi una vita senza troppi impedimenti burocratici? Ebbene, la Norvegia ha in serbo quel che fa per voi.

Presso le isole Svalbard, situate nel Mar Glaciale Artico, le leggi sull’immigrazione sono infatti sospese rispetto agli altri territori della Norvegia. Parliamo non solo delle isole più settentrionali del Paese scandinavo, bensì anche del territorio abitabile più a Nord dell’intero pianeta.

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L’aurora boreale, spettacolo visibile alle Svalbard come in poche altre aree del mondo

Dal 1920 sulle 19 isole dell’arcipelago vige il trattato delle Svalbard, che consente a chiunque di potersi insediare sul loro territorio senza distinzione di nazionalità. Questo perché le isole si dai tempi remoti non hanno mai ospitato dei veri e propri insediamenti bensì solo basi momentanee. Venivano usate ad esempio come quartier generale per la caccia alle balene. Non vi è quindi alcun requisito particolare (es. permessi di soggiorno o di lavoro) per risiedervi. L’unica condizione sembra la più banale: chi vuol vivere alle Svalbard, deve mantenersi da solo. La Norvegia non garantisce alcun sussidio né aiuto di alcun genere. Nemmeno agli stessi cittadini norvegesi.

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La stazione baleniera della Northern Company a Smeerenburg, in un dipinto di Cornelis de Man (1639)

Altra particolarità degna di nota è il divieto di morte. Sì, avete letto bene: alle Svalbard non si può morire. Questo perché la temperatura non va al di sopra dei 6° in estate e quindi impedisce ai corpi di decomporsi. Quanti prevedano di passar a miglior vita sono quindi invitati a lasciare le isole prima che ciò accada. Altrimenti il corpo sarà mandato in Norvegia e da lì, forse, “smistato” verso il Paese di provenienza. Non è una stranezza del tutto irrazionale: la misura è stata introdotta per scongiurare il rischio di epidemie.

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Non è certo una località per turisti dal cuore fragile, bensì una sfida al limite dell’impossibile. Il nome Svalbard significa “costa fredda” ed esprime bene il clima vigente nelle isole. Le temperature sono costantemente sotto lo zero e raggiungono i -40° d’inverno. Il terreno è ovunque ghiacciato tranne che per pochissime ed effimere zone di verde, visibili solo nei mesi più caldi.

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Lo stabilimento di Longyearbyen sull’isola di Spitsbergen

Nel caso vi andasse non di risiedervi ma solo di visitarle, le Svarbard offrono attrazioni naturali di straordinario valore. Durante l’estate vi nidificano ben 30 specie di uccelli ed è possibile vederle nel santuario ornitologico del Kongsfjorden: un territorio di ben 140 ettari e paradiso del bird-watching. Le isole ospitano inoltre la più grande comunità al mondo di orsi polari (circa tremila) e in mare specie come trichechi, foche, beluga, narvali e altre specie di cetacei. Senza contare che sull’isola di Spitsbergen sorge la Svalbard Global Seed Vault. Si tratta della banca dei semi, un deposito che custodisce più di diecimila campioni di specie botaniche diverse. Un patrimonio da preservare nel caso di un’apocalisse mondiale.

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Il santuario degli uccelli del Kongsfjorden

Insomma non si tratterà di un viaggio da fare in coppia e per spiriti romantici. Le Svalbard sono un luogo duro, per certi versi infernale. Eppure anche una delle poche opportunità al mondo di un viaggio davvero fuori dagli schemi e dai circuiti turistici. A vostro rischio e pericolo.


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